Il nuovo progetto non è più ordinato per senso cronologico ma per temi Oggi e domani per festeggiare lallestimento rivoluzionato il pubblico entra gratis nelle sale di via Magenta Da Marina Abramovic ad Anselmo e Zorio, da Marisa Merz a Gastini e Mainolfi, un pubblico di addetti ai lavori per il taglio del nastro in Galleria. Eccher: "Non stiamo inaugurando una mostra, ma riconsegnando un luogo alla città" Si sono viste alcune personalità cittadine, da Andrea Comba, presidente di Fondazione Crt (che ha finanziato in gran parte il nuovo allestimento del museo), a Enrico Salza di Intesa San Paolo e poi collezionisti, galleristi, amatori. A salutare nellatrio Danilo Eccher, artefice con lo staff del museo del nuovo progetto museografico, anche i direttori del Mambo di Bologna e della Galleria di Trento, Gianfranco Maraniello e Andrea Vigliani, e poi, quasi per un definitivo passaggio di consegne, Pier Giovanni Castagnoli, ai vertici della Gam fino allo scorso dicembre, motore di un sapiente e rigoroso incremento delle collezioni. Proprio dalle ricche, interessanti raccolte della Gam (circa 45mila opere) è partito Eccher per realizzare il nuovo ordinamento, non più cronologico ma legato a temi individuati da quattro studiosi di diverse discipline. Così lo storico della letteratura Giorgio Ficara ha scelto «la veduta», il sociologo Antonio Schizzerotto «linfanzia», il filosofo Pietro Montani «la specularità», il semiologo Roberto Grandi «il genere», nel senso della serie o del format. I loro testi sono stati elaborati da quattro storici dellarte (Michele Dantini, Carlo Sisi, Maria Teresa Roberto ed Ester Coen) che con i loro successivi interventi hanno fatto da tramite allo staff della Gam. Capita così, entrando nelle varie sezioni, di trovare affiancati artisti di periodi diversi, ma con tratti comuni. Quasi dei «salti mortali», comunque affascinanti, mettono a fianco la serie di scene napoleoniche di Amedeo Lavy e Giacomo Spalla, i teatrini di Lucio Fontana e le lapidi di Salvo, o di fronte lAprile di Fontanesi e lIgloo con albero di Merz, Boccioni con il disegno preparatorio della Città che sale e Luciano Fabro con lItalia allasta. Si entra a scelta in una delle sezioni, ognuna contraddistinta da un colore e introdotta da un prologo dedicato all800. Per la «Veduta» si esordisce con i «cannocchiali» di Giovanni Battista De Gubernatis e si prosegue con lironia di Savinio e Calzonari, ma anche di Pellizza da Volpedo, con una visione tutta terrestre di Alighiero Boetti contrapposta a una assai spirituale di De Maria, con i paesaggi di Fontanesi accanto ai sacchi di Burri. La serie parte dal ritratto (la Saffo di Canova quella di Gastaldi) e approda alle Compenetrazioni iridescenti di Balla, alle bottiglie di Morandi «incorniciate» dalla Scultura A di Melotti. L«Infanzia» è rappresentata nelle tavole illustrate della rivista «Il Mondo Elegante» e nei tratti realistici di Celestino Turletti, con i suoi piccini al lavoro, nelle Gotine rosse di Fattori, nelle sculture di Medardo Rosso poste in mezzo al trionfo di colori della Gibigianna di Pinot Gallizio. La «Specularità», ovvero la solitudine, delluomo e del paesaggio, ma anche dellartista, da Fontanesi ancora a Giulio Paolini, la religione e la morte, da Innocenzo Spinazzi con la Religione a Enzo Cucchi con La deriva del vaso. Il percorso è interrotto dagli spazi della Wunderkammer, uno spazio che invita a una sosta, tra poltrone e musica, per ammirare le opere di grafica conservate normalmente nei depositi (si inizia con i disegni e acquerelli di Pietro Giacomo Palmieri, a cura di Virginia Bertone). Nel nuovo progetto si inserisce la mostra temporanea «Il Teatro della Performance», allestita in spazi che si mescolano a quelli delle raccolte permanenti, e anche questo è un nuovo tentativo che mira a interrompere la divisione tra il pubblico del museo e quello delle mostre. Al piano sotterraneo si trovano «Gam Underground Project», luogo destinato alla ricerca e alla sperimentazione, affidato a Elena Volpato (apre con una personale dellartista inglese Ian Kiaer), e la Videoteca, tra le novità anche gli spazi al piano terreno della sezione didattica, che aprono sul giardino. «Non stiamo inaugurando un progetto o una mostra fatta da una persona, ma riconsegnando un museo alla città dopo alcuni mesi di chiusura. E lo facciamo in occasione del 50 compleanno della galleria. Qualcuno ha parlato di una sorta di rivoluzione, ritengo invece che alla base del lavoro ci sia lintento di provare per la prima volta in Italia un nuovo modo di leggere il museo» aveva detto al mattino Eccher durante la conferenza stampa. Al suo fianco la presidente della Fondazione Torino Musei Giovanna Cattaneo Incisa, gli assessori Fiorenzo Alfieri e Gianni Oliva e Franco Amato, consigliere della Fondazione Crt. Oggi e domani, per festeggiare, si entra gratuitamente, dalle 10 alle 18. Alle 18 in Sala Conferenze è previsto un incontro con Marina Abramovic, con conferenza in lingua originale e traduzione simultanea.
TORINO - Labbraccio tra il neo direttore e Castagnoli, quasi un passaggio di consegne
Il nuovo progetto del Museo d'Arte Moderna di Torino è stato inaugurato oggi, con l'ingresso gratuito per il pubblico. Il progetto è stato realizzato con la collaborazione di quattro studiosi di diverse discipline, che hanno selezionato le opere d'arte in base a temi individuati. Il progetto è stato realizzato da Danilo Eccher, direttore del museo, e lo staff del museo. Il progetto è stato presentato in una serie di sezioni, ognuna contraddistinta da un colore e introdotta da un prologo dedicato all'800. Le sezioni sono state organizzate in base a temi come la Veduta, la Specularità, la Religione e la Morte, e la Wunderkammer.
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