LA SCHEDA Il piano casa del Veneto (L.R. 142009) è stato approvato dal consiglio regionale il 1 luglio scorso. La prima stesura del programma edilizio includeva la possibilità di ampliamenti nei centri storici, interventi poi esclusi nella versione definitiva. Altre correzioni hanno riguardato il depennamento delle seconde case e il ruolo dei Comuni nell'applicazione della norma. Il piano consente aumenti di cubatura «ordinari» del 20, che salgono al 30 in caso di demolizione e successiva ricostruzione. Possono raggiungere il 40 se si utilizzano criteri di bioediliza o fonti rinnovabili. Se gli interventi sono oggetto di un piano attuativo la quota può arrivare al 50. La riduzione degli oneri (60) sarà applicabile solo per le prime case. Per avviare i lavori non servirà più il permesso di costruire, ma una semplice Dia. Le norme si applicano anche a edifici non residenziali e ai condomini. Non concorrono alla cubatura totale dell'edificio pensiline e tettoie, purché finalizzate all'installazione di impianti fotovoltaici o di energia rinnovabile. I Comuni hanno tempo fino al 30 ottobre 2009 per stabilire eventuali limitazioni all'applicazione della legge. Se i municipi non si pronunceranno, la Regione nominerà un commissario con il compito di far deliberare l'amministrazione locale. La validità delle norme del piano casa veneto è stata fissata a due anni.