L'incredibile serie di situazioni che penalizzano il comasco Il punto nodale, per commentare le allucinanti vicende intrecciate della Tangenziale di Como e dell'autostrada-fumetto Varese-Como-Lecco, è uno soltanto: ma certe cose succedono soltanto in questa provincia' La risposta a questa domanda è imprescindibile, perché determina ogni altra riflessione ulteriore. Sapere se davvero il grumo di incapacità, incompetenza e debolezza politica che soffoca questo territorio è un caso unico e tutto lariano, oppure se è il marchio di fabbrica di un'intera nazione è davvero essenziale per capire il futuro. Detto in termini più semplici: succede soltanto a Como che si scopra alla vigilia del via libera finale che un'intero pezzo di Tangenziale è stato "distrattamente" progettato nel mezzo di una palude invalicabile e che dunque arrivi a costare il doppio di quanto stimato presumibilmente in un dopocena tra amici, grappe e caffè' Succede soltanto a Como che anni di speranze e attese per un'infrastruttura importante come la Tangenziale possano essere spazzate via in poche settimane perchè improvvisamente Milano e Roma ci avvisano che mancano i soldi' E ancora: succede soltanto qui che la Camera di Commercio "investa" i soldi dei comaschi per un progetto come l'autostrada Varese-Como-Lecco che poggia l'asse principale esattamente su quello stesso pezzo di Tangenziale ipotizzato in mezzo alle paludi, con costi insostenibili anche per Paperon de' Paperoni e dunque risulti assolutamente non realizzabile' Inoltre, cambiando leggermente il profilo della domanda: perché è comunque sempre e soltanto Como a dover fare l'eterno passo indietro ai tavoli che contano, mentre province cugine come Varese (soprattutto) e Lecco riescono sempre a far valere meglio e di più i propri diritti' Dov'è il problema' Abbiamo tecnici incompetenti' Ci affidiamo a tecnici incompetenti' Abbiamo politici e industriali miopi, deboli, incapaci' Qualcuno - chi scrive non ne ha certamente i mezzi - dovrà rispondere prima o poi a tutte queste questioni. È necessario, però, che si faccia avanti un politico, un imprenditore, magari addirittura un filosofo e spieghi perché questa provincia è invisibile agli occhi del mondo, Clooney a parte. È facile immaginare l'obiezione mossa da chi ha avuto il coraggio di leggere questo articolo fino a qui: "Facile sparare nel mucchio, fate i nomi!". Eccoli. Come si difende il presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni, già consigliere di amministrazione di Pedemontana Spa, dall'accusa di essere stato per anni nella società che ha progettato la Tangenziale delle paludi e dei costi impossibili senza accorgersi di nulla o quantomeno senza pretendere che l'opera venisse rivista, corretta ma comunque data ai comaschi' Come si difende Claudio Tajana, attuale presidente del comitato per l'autostrada Varese-Como-Lecco, dall'accusa di aver sostenuto per anni un progetto che ad oggi risulta poco più che uno schizzo su una ventina di cartine colorate non facendo altro che disperdere le già esigue forze di questo territorio sull'ennesimo progetto dei sogni' Come si difende il presidente della Camera di Commercio, Paolo De Santis, dall'accusa di aver investito migliaia di euro provenienti dalle nostre tasche per la progettazione della Varese-Como-Lecco a una società - la Pedemontana Spa - che l'ha ipotizzata per gran parte in corrispondenza della Tangenziale di Como che invece in larga parte resterà un sogno' E infine: Roberto Formigoni e Raffaele Cattaneo come potranno pensare di essere creduti quando urlano che "la Tangenziale di Como si farà tutta e a ad ogni costo" alla luce dell'articolo che campeggia sopra queste parole' Aspettiamo le risposte. Che non arriveranno. Non ce ne faremo una ragione.