Viabilità negata Il viceministro Roberto Castelli ha chiesto l'ammontare dei finanziamenti necessari soltanto per la città giardino Verbale shock del collegio di vigilanza della Pedemontana: secondo lotto solo alla vicina provincia L'espressione "pistola fumante" esprime il concetto di una prova inoppugnabile che comprova in via definitiva una tesi o una investigazione. Ora, definire "pistola fumante" un verbale del collegio di vigilanza sulla Pedemontana lombarda, dal quale si evince che Como perderà il secondo lotto della Tangenziale perché il viceministro alle Infrastrutture, Roberto Castelli, e l'assessore regionale Raffaele Cattaneo (Pdl) vorrebbero favorire Varese, sarebbe forse troppo. Però la pagina 2 di quel verbale ha tutte le caratteristiche per assomigliare a un clamoroso tentativo di affossare il secondo lotto della Tangenziale di Como a tutto favore del completamento della Tangenziale di Varese. Era il 4 marzo scorso, e nella sede della Regione Lombardia, di via Pola 14, a Milano, si riuniva il collegio di vigilanza per l'accordo di programma per la realizzazione del sistema viabilistico pedemontano lombardo. Una sfilza di sostantivi e aggettivi per definire l'organismo nato il 7 marzo 2007 e composto da un rappresentante di ogni ente sottoscrittore dell'accordo di programma sulla Pedemontana firmato il 19 febbraio di due anni fa. I compiti del collegio sono sostanzialmente quelli di controllare l'avanzamento dell'iter dell'infrastruttura, valutarne scostamenti e modifiche oltre che occuparsi della costituzione di uno specifico "tavolo tematico del contenzioso" per coordinare e indirizzare gli enti coinvolti in vertenze amministrative e legali. Torniamo alla riunione del 4 marzo. Primo aspetto fondamentale: a presiedere il comitato era l'assessore alle Infrastrutture della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo. Vi erano poi l'allora presidente di Pedemontana Spa, Fabio Terragni, il direttore generale della Concessionaria autostradale lombarda, Antonio Rognoni, gli assessori al Territorio della province di Bergamo e Milano, i rappresentanti dei comuni di Cantello, Seregno e Vimercate, e infine un ingegnere della Provincia di Varese. E Como' Capoluogo totalmente assente, per la Provincia l'assessore Sergio Mina e per il comune di Cermenate il primo cittadino Paolo Brambilla. La discussione iniziò su alcune questioni tecniche, per spostarsi poi su alcune questioni legate al passaggio della Pedemontana in territorio bergamasco. Ma poco dopo - almeno stando al verbale ufficiale - il dibattito virò sui temi caldi. Sui secondi lotti delle Tangenziali di Como e Varese, per la precisione. E qui le frasi contenute nel documento della scorsa primavera parlano da sole. Eccole. «Il presidente (l'assessore regionale Cattaneo, ndr) mette al corrente il collegio che il viceministro alle Infrastrutture, Roberto Castelli, lo ha informato della difficoltà a far inserire nella riunione del Cipe (organismo interministeriale che sovrintende agli investimenti per le infrastrutture nazionali, ndr) i finanziamenti per i secondi lotti delle Tangenziali di Varese e di Como. Peraltro - prosegue il documento - il presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni, ha manifestato preoccupazione per le difficoltà costruttive della galleria del secondo lotto della Tangenziale di Como, e ha chiesto un approfondimento progettuale che esamini ulteriormente i rischi idrogeologici per valutare se bisogna pensare a differenti soluzioni, come conferma l'assessore Mina». La situazione dei due tronchi autostradali in bilico, però, «non si concilia con il finanziamento complessivo che deve essere fatto su tutta la Pedemontana». E qui arriva la bomba. «Pertanto - si legge nel verbale - il viceministro Castelli ha chiesto di avere l'indicazione dell'ammontare del finanziamento ancora da reperire per il solo secondo lotto della Tangenziale di Varese». Il motivo' Facile: «Questo perché, in questa fase, si darebbe alla Tangenziale di Varese la priorità dei finanziamenti, visto che non vi sono problematiche ancora aperte circa le soluzioni progettuali». Chiaro no' Se la tangenziale di Como presenta criticità, meglio non risolverle e favorire soltanto Varese. «Il secondo lotto della Tangenziale di Como - conferma il verbale - rimarrebbe invece al momento sospeso fino a che non saranno superate eo risolte le problematiche progettuali evidenziate dalla Provincia di Como». E quale poteva essere il sigillo finale a questa operazione totalmente a favore di Varese e a danno di Como' Questo: «Il collegio di vigilanza (assessore Mina compreso) condivide l'impostazione proposta dal presidente (Cattaneo, ndr) e così resta stabilito. La segreteria tecnica comunicherà al più presto l'importo del finanziamento pubblico necessario per il secondo lotto della Tangenziale di Varese». Quella comunicazione, in realtà, finora non è ancora arrivata. Ma il peso politico in apparenza così fortemente anti-comasco di quel documento e di chi lo ha avallato rimane intatto.
Nuova Tangenziale, Varese affossa Como: ecco le prove
Il collegio di vigilanza della Pedemontana lombarda ha discusso il 4 marzo scorso sui secondi lotti delle Tangenziali di Como e Varese. Il presidente del collegio, l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, ha informato il collegio che il viceministro alle Infrastrutture, Roberto Castelli, ha espresso difficoltà a far inserire i finanziamenti per i secondi lotti delle Tangenziali di Varese e di Como nel Cipe. La Provincia di Como ha espresso preoccupazioni per le difficoltà costruttive della galleria del secondo lotto della Tangenziale di Como e ha chiesto un approfondimento progettuale.
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