L'ex museo La Perbellini: accordo con la Soprintendenza Collezione all'Arsenale. «Sistemazione adeguata» La vendita di palazzo Gobetti riapre le polemiche sia sul palazzo stesso (e sulle collezioni da esso ospitate) che, più in generale, sui «grandi contenitori » cittadini. Il presidente di Italia Nostra, Giorgio Massignan, aveva già espresso tempo addietro tutta la sua «preoccupazione per la collocazione del contenuto botanico e preistorico» della sezione staccata del Museo di Storia Naturale. Secondo Massignan, «nessuno ha stabilito con competenza e lungimiranza dove e come le collezioni verranno sistemate, mentre ad esempio la sezione di Botanica ha Erbari che devono essere conservati in modi particolari, pena la distruzione». Collezioni che per quanto riguarda palazzo Gobetti ora sono stae collocate nel deposito dell'Arsenale. Più in generale, Massignan spiega che «qui si sta svendendo un grande patrimonio, per poi utilizzare in malo modo i soldi incassati ». L'esponente di Italia Nostra allarga anche il discorso, spiegando di non essere «in assoluto contrario a delle cessioni di immobili, visti i tempi economicamente tribolati che attraversiamo e la necessità per gli enti locali di fare cassa. Ma prima di passare alle vendite andava fatto quel piano regolatore dei grandi contenitori che chiediamo incano da anni e anni. Bisognava capire - sostiene Massignan - quali sono le necessità reali della città, quali le alternative, quale l'uso di ciascun edificio. Invece si passa da un'idea all'altra, ad esempio per i Palazzi Scaligeri, e non sembrano esserci idee precise neppure per la Gran Guardia. E allora la vendita di un palazzo importantissimo come palazzo Gobetti diventa un fatto isolato, slegato da qualsiasi strategia o programmazione seria, che sarebbe invece la priorità in qualsiasi amministrazione guidata con un po' di testa ». Su palazzo Gobetti, immediata la replica dell'assessore alla Cultura Mimma Perbellini, che spiega che «lo spostamento delle collezioni è avvenuto, avviene e avverrà in accordo e in collaborazione con le Sovrintendenze. In ogni caso - aggiunge - una cosa dev'essere chiara: palazzo Gobetti non era un museo, ma un deposito. Lo spostamento avviene quindi da un deposito ad un altro deposito, all'ex Arsenale. Quanto alla collezione di erboristeria, tornerà a palazzo Pompei e sarà costantemente preservata con la massima cura, come è ovvio. In ogni caso - aggiunge non capisco perché si sollevino questi problemi adesso, mentre le cessioni erano in programma anche durante l'amministrazione Zanotto, e allora nessuno dei contestatori di adesso apriva bocca ». L.A.
VERONA Palazzo Gobetti, polemica sulla vendita: Opere nel deposito
Il palazzo Gobetti, che ospitava collezioni di storia naturale, è stato venduto e le collezioni sono state trasferite all'ex Arsenale. Il presidente di Italia Nostra, Giorgio Massignan, ha espresso preoccupazione per la sistemazione delle collezioni e ha affermato che nessuno ha stabilito con competenza e lungimiranza dove e come le collezioni verranno sistemate. Massignan sostiene che si sta vendendo un grande patrimonio e che non è stato fatto un piano regolatore dei grandi contenitori. L'assessore alla Cultura Mimma Perbellini ha affermato che lo spostamento delle collezioni è avvenuto in accordo con le Sovrintendenze e che il palazzo Gobetti non era un museo, ma un deposito.
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