Milano, le carte dei pm gli affari segreti e i favori del re delle bonifiche I viaggi del deputato sul jet di Grossi E al politico chiese: "Convincilo tu..." Con laereo privato dellindustriale Giancarlo Abelli raggiungeva il Parlamento MILANO - Una fitta rete di rapporti, frequentazioni di Palazzo, favori. Tutti in quel sottobosco tra affari e politica che, in Lombardia ma non solo, ruota intorno al Pdl e agli interessi della Compagnia delle Opere. È il mondo in cui Giuseppe Grossi, fondatore del «più grande gruppo industriale in Italia nel campo dei rifiuti» (parole sue), da tre giorni rinchiuso a San Vittore con pesanti accuse, sembra essersi mosso per anni. Negli ultimi mesi le microspie delle Fiamme gialle non hanno perso una sola delle sue conversazioni. Obiettivo, trovare riscontri alle ipotesi daccusa dei pm Pedio e Ruta. Dallassociazione a delinquere alla frode fiscale, dalla truffa per finire allinquietante «corruzione di pubblici ufficiali». Sindaci, politici nazionali, ma anche semplici funzionari hanno intrattenuto un filo diretto con Grossi. In alcuni casi, i contatti sono certamente istituzionali, legati al suo lavoro. È il caso delle telefonate con il sindaco di Casei Gerola, in provincia di Pavia, dove la Green Holding di Grossi ha vinto uno dei tanti appalti per la bonifica di unarea da 404 mila metri quadri per riqualificare larea di un ex zuccherificio. «Ti devo parlare di persona», lo incalza pochi mesi fa il primo cittadino, dandogli del tu. Nessun reato ipotizzabile, solo lo spaccato in cui Grossi lavora. Più emblematico, invece, il filo diretto instaurato con Mario Resca, uomo vicino al premier Silvio Berlusconi (è, tra laltro, nel cda Mondadori), nominato nel 2008 dal terzo governo del Cavaliere alla Direzione generale dei musei italiani. Le strade di Resca e Grossi si erano già incrociate quando il primo era stato nominato nel 2004 commissario straordinario della Cirio. Durante lasta del patrimonio immobiliare, Grossi si era aggiudicato il palazzo Visconti a Brignano DAdda, nel bergamasco. Tra i moltissimi incarichi di Resca, attualmente, anche la direzione dellItalia Zuccheri spa, che, coincidenza, nellarea di Casei Gerola interessata alla bonifica aveva il suo stabilimento. I contatti sono frequenti, dicono i brogliacci della procura di Milano. Talmente confidenziali da consentire a Grossi di offrire a Resca un passaggio sul suo aereo privato per le vacanze. Siamo al giugno scorso, il manager comunica che sta andando in Egitto, a Urgada. «Vuoi un passaggio in aereo?», gli chiede Grossi. «Per landata sono a posto, ma per il ritorno...», risponde Resca. Un mezzo, laeroplano personale del re delle bonifiche, che viene spesso offerto agli «amici». Tra i tanti beneficiati, anche lonorevole del Pdl Giancarlo Abelli. Pavese, longa manus del governatore Formigoni nella gestione della sanità lombarda, Abelli è potente. Molto potente. Proprio a causa di questo affaire sulla Green Holding, la moglie del parlamentare, Rosanna Gariboldi, è in cella per riciclaggio. Di mezzo ci sono versamenti estero su estero sui conti cifrati dei coniugi Abelli (di uno di questi lo stesso Abelli è procuratore). Flussi di denaro considerevoli, giudicano i pm, sensibilmente superiori alla capacità reddituale della famiglia pavese: il saldo finale è di 1,2 milioni di euro. Non solo. Tra Grossi e Abelli, oltre la militanza in Comunione e liberazione, ci sono interessi e affari. Per avere a disposizione una Porsche 911 coupè, Abelli paga un leasing mensile a una delle tante società del re delle bonifiche. Diverso il discorso sui viaggi aerei. Abelli, per raggiungere il Parlamento, secondo le indagini, si imbarca al martedì direttamente allaeroporto privato di Linate, proprio a bordo del jet di Grossi. E il percorso inverso lo effettua il giovedì sera. «Non si hanno evidenze - scrive il gip di Milano DArcangelo - di come venga regolata economicamente tale prestazione». In altre intercettazioni telefoniche, cè anche il riferimento a un parlamentare che ha lidentikit sempre di Abelli. Avendo limmunità, il politico non viene citato esplicitamente. Certo, questa persona sembra essere molto ben introdotta allospedale San Matteo di Pavia, di cui Abelli è stato direttore. Siamo nel giugno scorso: nellentourage di Giuseppe Grossi inizia a circolare la voce che il "capo" potrebbe essere arrestato per linchiesta milanese. A spifferarlo a un collaboratore di Grossi (convinto di non essere intercettato), è un avvocato penalista, amico di vecchia data del principale. Grossi è spaventato e decide di effettuare una visita al cuore dal primario di fama internazionale, Mario Viganò. Il medico fa la sua diagnosi, che però non convince il re delle bonifiche. Lui, infatti, vuole farsi operare per lapplicazione di due bypass. Viganò è contrario. Ed ecco che Grossi chiama il parlamentare per chiedere un aiuto: «Convincilo tu», insiste Grossi. E la risposta è tuttaltro che remissiva. «Gli parlerò presto». Pochi giorni dopo, Grossi entra in sala operatoria. Grossi non risparmia luso delle sue relazioni influenti anche per favorire gli amici: nel marzo scorso lo chiama il direttore generale della Provincia di Bergamo, tale dottor Bari, che gli chiede «di intercedere presso lonorevole Valducci», presumibilmente lattuale presidente della commissione telecomunicazioni della Camera, sempre esponente del Pdl. I brogliacci non svelano, questa volta, lesito dellintercessione.
MILANO - gli affari segreti del re delle bonifiche. Un filo diretto con Resca, direttore dei musei italiani.
Il deputato Giuseppe Grossi, fondatore del gruppo industriale Green Holding, è stato arrestato a Milano per accuse di affari di stato e frode fiscale. Le indagini hanno rivelato una rete di rapporti e favori tra Grossi e politici e funzionari, tra cui il premier Silvio Berlusconi e il sindaco di Casei Gerola. Grossi ha anche offerto il suo aereo privato per viaggi di politici, tra cui il direttore generale della Provincia di Bergamo. Le indagini hanno anche rivelato che Grossi ha chiesto l'aiuto di un parlamentare per affrontare le accuse, e che ha chiamato il direttore generale della Provincia di Bergamo per intercedere presso un politico.
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