Il "libro dei ricordi" del pittore è di proprietà privata ma di interesse pubblico Il "libro dei ricordi" di Giorgio Vasari, del geniale architetto e pittore alla corte de Medici, sta per essere venduto ad una società russa per 150 milioni di euro. Si tratta di 31 faldoni, con le note autografe dei tanti lavori dellartista, i suoi carteggi con Pietro Aretino, Cosimo I e tutti i grandi del '500 che, sia pure vincolati con tanto di decreto ministeriale del 1994 e legati allArchivio di Casa Vasari ad Arezzo, finirebbero in mani straniere. «Uno scandalo, un disastro da scongiurare in ogni modo» inveisce il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, che ne dà notizia, dopo aver ricevuto una lettera dalla Soprintendenza archivistica toscana «in cui mi si propone di esercitare il diritto di prelazione entro 90 giorni: dove trovo 150 milioni di euro, cifra è 5 volte il bilancio del Comune?». Per bloccare la vendita, il sindaco della città natale di Vasari, ha scritto al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ministro Bondi e persino al presidente Vladimir Putin. FIRENZE - Il "libro dei ricordi" di Giorgio Vasari, il geniale architetto, pittore e letterato nato ad Arezzo nel 1511 e vissuto a Firenze alla corte dei corte de Medici fino al 1574, sta per essere venduto ad una società russa per 150 milioni di euro. Si tratta di 31 faldoni, con le note autografe relative ai lavori dellartista, compresi i carteggi con Piero Aretino, Cosimo I de Medici, Michelangelo e tutti i grandi del '500. Le preziose carte, che sia pure vincolate con un decreto ministeriale del 1994 e riconosciute documenti di notevole interesse storico su un protagonista del Rinascimento, finirebbero in mani straniere. «Uno scandalo inaccettabile, un disastro da scongiurare in ogni modo» inveisce il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, che ne dà notizia dopo avere ricevuto una lettera «tipo notifica di condominio» dalla Soprintendenza archivistica per la Toscana in data 12 ottobre. «Nella lettera, firmata dalla soprintendente Diana Toccafondi - racconta il sindaco - mi si comunica che, come previsto dalla legge, posso avanzare uneventuale proposta di prelazione entro 90 giorni dalla decorrenza del 23 settembre. Una follia: dove trovo i 150 milioni di euro, cifra pari a cinque volte il bilancio del Comune di Arezzo?». Il concittadino di Vasari è infuriato. E per bloccare la vendita, ha scritto alla presidente del Coniglio Silvio Berlusconi, al ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, ai parlamentari toscani e persino, tramite lambasciata romana, al presidente russo Vladimir Putin. «Se le carte di Vasari, finissero in mano privata straniera, sarebbe una perdita culturale gravissima. E vista lingente somma richiesta, se la vendita verrà confermata alla società russa, siamo pronti a tutto pur di bloccarla, anche a chiedere una verifica degli atti e delle procedure seguite alla Procura della Repubblica» prosegue Fanfani invitando il governo, attraverso il ministero per i Beni culturali «a farsene carico, perché se lo Stato non impedisce questa transazione, mi vergogno di essere italiano». Uno smacco «inconcepibile per una nazione civile», avvertito ancora di più visto che Arezzo si sta preparando alle celebrazioni del cinquecentenario della nascita di Vasari per il 2011, mettendo in cantiere una serie di eventi. «Se la vendita verrà effettuata non celebreremo proprio niente. Se le celebrazioni le vogliono, le facciano il presidente del Consiglio ed il ministro per i Beni culturali» minaccia ancora il sindaco. Larchivio con le 31 filze autografe di Vasari è custodito attualmente in un armadio, vincolato jure publico alla sede museo di Casa Vasari, benché la proprietà sia privata, riconosciuta tra complesse e non del tutto chiare vicende al conte Giovanni Festari, morto qualche giorno fa, dopo aver firmato lalienazione dellarchivio, come conferma il suo avvocato Enrico de Martino. «Il vincolo cè oggi, ma domani potrebbe essere tolto - prosegue Fanfani, - Ed è poco credibile che ci sia chi spende 150 milioni di euro per lasciare larchivio ad Arezzo. Ma in queste ore Berlusconi è ospite di Putin, mi auguro che voglia intervenire». Ieri pomeriggio, la notizia è arrivata in via del Collegio Romano al ministero dei Beni culturali, che fa sapere ha già informato lAutorità giudiziaria: «Loperazione ha sollevato numerose perplessità, non solo per lenormità della somma pattuita, ma perché larchivio è sottoposto ad un vincolo pertinenziale e quindi non può essere spostato dalla sede in cui si trova».
TOSCANA - AREZZO - Larchivio del Vasari ai russi "Il governo blocchi la vendita". Offerta da 150 milioni. Insorge il comune di Arezzo
Il "libro dei ricordi" di Giorgio Vasari, il geniale architetto, pittore e letterato nato ad Arezzo nel 1511 e vissuto a Firenze alla corte dei Medici fino al 1574, è di proprietà privata ma di interesse pubblico. Il libro, composto da 31 faldoni con le note autografe dei lavori dell'artista, è stato venduto ad una società russa per 150 milioni di euro. Il sindaco di Arezzo, Giuseppe Fanfani, ha scritto al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ministro dei Beni culturali Sandro Bondi e al presidente russo Vladimir Putin per bloccare la vendita. Fanfani ha anche scritto al governo per chiedere che lo Stato si faccia carico di impedire la transazione.
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