Il ministero si rivolge ai giudici Era del conte Festari di Chianni morto qualche giorno fa Una società russa ha comprato per 150.000.000 di euro l'archivio del pittore, architetto e storico Giorgio Vasari (1511-1574), conservato nella Casa Vasari di Arezzo. L'archivio è stato venduto tramite un suo procuratore, dal proprietario, il conte Giovanni Festari, originario di Roma ma da tempo residente come i figli a Chianni. Il conte è morto alcuni giorni fa e nelle settimane scorse aveva raggiunto l'accordo con gli acquirenti. Il passaggio di proprietà è stato notificato al Comune di Arezzo dalla soprintendenza archivistica della Toscana e la cosa ha scatenato la reazione del sindaco. Al momento gli acquirenti non sono noti - sono ancora in corso le traduzioni degli atti - ma il sindaco aretino Giuseppe Fanfani ha chiesto al Governo che sia lo Stato italiano a comprarlo. «Ho ricevuto una lettera - ha detto - della soprintendenza archivistica con la quale mi si informa dell'avvenuta vendita e della possibilità per il Comune di esercitare il diritto di prelazione per 150 milioni di euro. Non è assolutamente accettabile. Nessun Comune dispone di una cifra simile. Dovrebbe essere il Governo, attraverso il ministero per i Beni e le attività culturali, a farsene carico evitando che documenti di così grande importanza finiscano in mani straniere». Vasari fu architetto con Cosimo I dè Medici (intervenne nella costruzione degli Uffizi e nell'ampliamento di Palazzo Vecchio), pittore e storico delle vite e delle opere degli artisti vissuti a Firenze tra il '400 e il '500. In una lettera al presidente Berlusconi, al ministro Bondi e all'ambasciata di Russia in Italia, il sindaco Fanfani ha definito questa vicenda «una perdita gravissima per la cultura italiana» e di «discredito internazionale». Il ministero dei beni culturali ha fatto sapere di aver informato l'Autorità Giudiziaria sottolineando che l'operazione «ha evidentemente sollevato numerose perplessità». «Al di là di ogni allarmismo, la notifica dell'atto al Comune di Arezzo costituisce un semplice adempimento previsto dal Codice dei beni culturali, che non determina nella maniera più assoluta l'esito dell'operazione». Il Comune di Arezzo ha tempo 90 giorni per esercitare il diritto di prelazione. Il sindaco Fanfani ha precisato che «se la vendita verrà confermata, l'amministrazione comunale è intenzionata a chiedere una verifica degli atti e delle procedure seguite alla procura della Repubblica». «Tutto questo - ha aggiunto il sindaco - accade mentre stiamo preparando le celebrazioni del cinquecentenario della nascita di Vasari. Se la vendita verrà effettuata non celebreremo niente. Se le celebrazioni le vogliono, le facciano il presidente del Consiglio ed il ministro per i beni culturali». L'archivio contiene 31 filze di documenti (molti dei quali autografati da Vasari) e lettere tra cui spicca il carteggio con Michelangelo. L'archivio, custodito in un armadio, ha un vincolo di pertinenza per cui, in teoria, la sua sede deve rimanere Casa Vasari ma ciò non tranquillizza. «Il vincolo c'è oggi ma domani potrebbe essere tolto - ha spiegato Fanfani - visto che è poco credibile che ci sia chi spende 150 milioni di euro per lasciare l'archivio ad Arezzo». «In queste ore Berlusconi è ospite di Putin - ha detto ancora Fanfani - Mi auguro che voglia intervenire».