ROMA Forse è finita l'era degli adesivi attaccati su reperti archeologici, quadri e altre opere d'arte. L'Iccd, Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione ha messo a punto la prima «carta d'identità» elettronica destinata a mandare una volta per tutte in soffitta l'idea che l'archiviazione dei beni dello Stato sia affidata a un'etichetta appiccicata dove meno te l'aspetti con sopra scritte a penna alcune informazioni spesso semi-cancellate o sbiadite, che rimandano ad un polveroso catalogo sepolto in un ancor più polveroso armadio di chissà quale ufficio. Sembra l'uovo di Colombo quando raccontano l'idea il direttore dell'Iccd, Laura Moro, e la responsabile dello sviluppo del progetto, Elena Pacces. Il progetto è costato in tutto all'Istituto forse 10 mila euro. Basta avere un «tag», una specie di chip del costo di pochi centesimi, un palmare di 2-800 euro, un software che crea il collegamento alle banche dati in circolazione nella rete del ministero o su Internet. Per far funzionare il meccanismo basta incollare il tag sull'oggetto. Poi, quando se ne ha bisogno, avvicinare il palmare al tag. Dopo qualche minuto il palmare èin grado di collegarsi alle banche dati presenti nel sistema informativo del settore dei beni artistici e culturali o alle banche dati presenti su Internet. «In questo modo si pu cono- scere la collocazione dell'oggetto, la sua storia, eventuali furti, il rischio del luogo in cui è conservato e molto altro ancora senza essere costretti ad estenuanti ricerche da un luogo all'altro», spiega Laura Moro. Che aggiunge: «E' una rivoluzione nel settore dell'archiviazione e della catalogazione ma le applicazioni sono molteplici. Anche l'identificazione di oggetti d'arte rubati e ritrovati, ad esempio, ne risulta molto semplificata, o la gestione di emergenze come terremoti». La prima sperimentazione è stata condotta ad Ostia: per 40 mila euro sono stati resi tracciabili per sempre 9 mila pezzi, uno dei pi ampi depositi archeologici del mondo. Oggi l'idea avverrà presentata alla Lu. Be.C. Digital Technology a Lucca. Entro dicembre l'Iccd emanerà le linee guida su come usare la carta d'identità e dalla primavera sarà a disposizione di tutti.
CATALOGAZIONE - Arriva il microchip che scheda l'arte
L'Iccd ha sviluppato una carta d'identità elettronica per archiviare i beni dello Stato. Il progetto, costato 10 mila euro, utilizza un tag e un palmare per collegarsi alle banche dati. L'idea è stata sperimentata ad Ostia, dove 9 mila pezzi sono stati resi tracciabili. La carta d'identità elettronica sarà presentata alla Lu. Be.C. Digital Technology a Lucca e sarà disponibile per tutti entro dicembre. Il progetto semplifica la gestione di emergenze e la ricerca di oggetti d'arte rubati. L'Iccd considera la carta d'identità elettronica una rivoluzione nel settore dell'archiviazione e della catalogazione.
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