«Gli Uffizi? Una fregatura! Abbiamo pagato ben 12 euro e 50 fra biglietto d'ingresso, maggiorazione per la mostra in corso e diritti di prenotazione, e non siamo riusciti a vedere né la Sala di Tiziano né quella di Raffaeilo...». Un coro di proteste, ieri mattina, davanti al portone della Galleria. Un esercito di visitatori (e guide turi-stiche) arrabbiatissimi: «Non si può approfittare della tolleranza di chi ama Firenze e la sua arte tuona un professore francese Si può accettare quasi tutto, ma non tutto. Oggi (ieri per il lettore, ndr.) ben venti sale risultano chiuse al pubblico, però nessuno ha pensato di diminuire il prezzo del biglietto». Certo, il cartello avvisa dell'indisponibilità dei capolavori: «Ma su uno viene dall'altro capo d'Europa, ad esempio, e ha prenotato, cosa fa, torna un altro giorno?», replica una voce nel coro delle proteste. «E' vero, per la prima volta nella storia della Galleria sono rimaste chiuse ben 20 sale, comprese quelle di Raffaeilo e di Tiziano conferma Alessandro Santini, delegato della Cisl dei precari Beni culturali La colpa? L'apertura delle nuove sale al primo piano (quelle inaugurate con dall'apertura della nuova uscita su piazza del Grano), richiede personale: doveva quindi essere compensata dall'aumento dell'orario degli assistenti museali (circa 140), che avevano accettato di passare delle attuali 18 alle 36 ore settimanali. Il soprintendente Paolucci in persona si era assunto la responsabilità di far rispettare questo impegno al ministero». «E su questo fronte stiamo infatti lavorando interviene il soprintendente regionale e al Polo museale fiorentino, Antonio Paolucci il periodo elettorale e gli esami interni dei custodi hanno rallentato l'iter, ma l'impegno verrà rispettato». Pochissime, invece, le speranze, per quanto riguarda le aperture notturne, per ora inesorabilmente accantonate dal ministero.