Tesori di Puglia Era stata portata a L'Aquila per la mostra dedicata a Nicola da Guardiagrele, maestro illustre dell'oreficeria sacra abruzzese tra Tardogotico e Rinascimento, ed è rimasta miracolosamente indenne durante il violento terremoto che ha colpito l'Abruzzo nello scorso aprile. La croce quattrocentesca in argento della Collegiata di San Marco in Lamis è un'opera sconosciuta ai più, sebbene di grande interesse artistico per la rarità e la complessità della fattura. Usata per secoli (e i piccoli inserti non originali rilevati durante il restauro degli anni Novanta lo confermano) solo nelle processioni e nelle occasioni delle principali feste religiose, al termine delle quali veniva subito attentamente riposta e gelosamente custodita, la croce garganica è stata «scoperta» e resa nota al di fuori del suo contesto solo negli anni Sessanta, in occasione della mostra curata da Michele D'Elia. Gli anni e le vicende non tolgono fascino alla croce, opera di oreficeria sacra che - come tanti altri calici, ostensori, reliquiari - ha il suo pregio soprattutto per la complessa tecnica con cui fu eseguita e per il repertorio iconografico e decorativo che la impreziosisce, una sorta di Biblia pauperum , ideata da committenti colti, assimilata e 'trascritta' dagli artisti che la realizzarono. Opere come la croce di San Marco in Lamis, sono pregiate e rare, dato che gli oggetti di oreficeria vanno incontro, purtroppo più di altri, a dispersioni, trafugamenti e manomissioni, che nei secoli hanno privato la collettività di testimonianze così importanti della cultura artistica del territorio. Tutta in lamina d'argento dorata, incisa, sbalzata, cesellata e bulinata, la croce fu eseguita nella seconda metà del XV secolo ed attribuita ad un allievo del grande orafo abruzzese Nicola da Guardiagrele. L'assenza di una base, la lunga asta (che conserva tracce di doratura) e la presenza di decorazioni sia sul recto che sul verso confermano che veniva certamente utilizzata nelle processioni. I decori sono legati all'iconografia della storia della salvezza narrata attraverso personaggi del Vecchio e del Nuovo Testamento. Nella faccia anteriore campeggia al centro il Cristo in croce, cinto di un perizoma; nelle terminazioni della croce formate da tabelle trilobate sono raffigurate a rilievo quattro scene che illustrano episodi relativi alla Passione e Resurrezione di Cristo: San Giovanni Evangelista ed un centurione romano, l'Addolorata e la Maddalena, nella parte inferiore la Pietà, infine, al sommo, la Resurrezione. La faccia posteriore della Croce presenta, nella parte centrale, Cristo in Maestà; mentre le formelle racchiudono in rilievo i quattro Evangelisti. Al centro dei bracci, entro quattro tondi, un tempo smaltati, compaiono incise le figure dei Profeti, mentre nel nodo a forma di tempietto esagonale che collega la croce all'asta, le nicchie su colonnine racchiudono tre superstiti statuine raffiguranti gli Apostoli. Il confronto con analoghi esemplari del grande orafo abruzzese, come le croci di Monticchio, Lanciano, L'Aquila e Guardiagrele ha consentito di attribuire l'opera piuttosto che all'intervento diretto del maestro, alla produzione di un suo allievo. Nicola, la cui attività è documentata tra il 1413 ed il 1455, fu responsabile della produzione di splendidi manufatti destinati a soddisfare la richiesta non solo della committenza abruzzese ma anche di quella extraregionale, come nel caso della croce processionale in San Giovanni in Laterano a Roma; la sua capacità imprenditoriale consentì la formazione di una prolifica bottega capace di operare su un vasto raggio e di diffondere la sua lezione tecnica e stlistica. La croce sarà esposta nei prossimi mesi a Bitonto nella Galler ia Nazionale della Puglia. Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Puglia
La Croce di San Marco. Un capolavoro del XV Secolo rimasto indenne nel terremoto d'Abruzzo
La croce garganica di San Marco in Lamis, in Puglia, è un'opera d'arte in argento dorato del XV secolo attribuita ad un allievo di Nicola da Guardiagrele, maestro dell'oreficeria sacra abruzzese. La croce è stata scoperta e resa nota al di fuori del suo contesto solo negli anni Sessanta e fu esposta a L'Aquila per una mostra dedicata a Nicola da Guardiagrele. È stata miracolosamente indenne durante il terremoto che ha colpito l'Abruzzo nello scorso aprile. La croce è un esempio di oreficeria sacra con decorazioni iconografiche e tecnica complessa.
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