Convegno a bari Si svolge oggi e domani a Bari (presso Santa Teresa dei Maschi, nella città vecchia, dalle ore 9) il convegno «Riforme in Corsa...» su «Archivi pubblici e archivi d'impresa tra trasformazioni, privatizzazioni e fusioni», a cura della Sovrintendenza archivistica per la Puglia, con la Fondazione Cassa di Risparmio, la Biblioteca di S. Teresa, l'Associazione nazionale archivistica italiana, e l'European Asso-ciatìon for Banking History. Nutritissimo il programma, affollato di interventi di responsabili ed esperti delle varie sovrintendenze regionali. Le parole hanno un loro destino: alcune evolvono in un senso trionfale, altre scivolano verso il margine e subiscono una trasformazione genetica negativa. Prendete il termine «archivio»: luogo di importanza capitale della memoria personale e collettiva. Ma da tempo sulla parola aleggia l'aura sminuente dell'«archiviato», che indica un progetto abbandonato, tralasciato, cui non si da luogo a procedere... È ciò che si osserva oggi nella realtà italiana: gli archivi subiscono un dannoso processo di abbandono. Lo scorso anno da Firenze gli archivisti di stato e delle sovrintendenze regionali minacciarono «dimissioni di massa» per protestare contro il taglio di fondi da parte del ministero (che si aggirava tra il 50 e il 60 ). Sicché, se nel 1998 venivano stanziati più di Vmilioni di euro, nel 2003 i fondi si erano ridotti a meno della metà: Smilioni di euro. Insomma la forbice della finanziaria - oltre a indicare l'«inutUità» del patrimonio rispetto ad altri più privilegiati - sta portando alla paralisi dell'attività, proprio mentre il patrimonio archivistico italiano aumenta in modo esponenziale, grazie ai lasciti privati e grazie anche ai nuovi apporti documentali, che non si riducono solo ai supporti cartacei (lettere, documenti, libri...), ma che ormai annoverano documenti elettronici, visivi, fotografici, inglobando nuovi oggetti e nuovi metodi, tra Rete e sistemi informativi. Una bella scommessa. Di ciò parleranno gli studiosi ed esperti riuniti da oggi a Bari per il convegno «Riforme in Corsa...», un titolo poco perspicuo (allude a riforme in corso? riforme di corsa?) per soffermarsi su «Archivi pubblici e archivi d'impresa tra trasformazioni, privatizzazioni e fusioni». Il compito degli archivisti è più che mai nobile: conservare la memoria del passato, la documentazione sulla quale in gran parte si fonda ogni ricostruzione storica. Ma con il tempo si è fatto sempre più arduo: gli archivisti non devono solo combattere contro i nemici storici di tutti i tempi, quali il fuoco, l'umido, la polvere, i parassiti (e la mancanza di fondi contribuirà a favorire questi avversari naturali); ma sono chiamati a una sfida più impegnativa, che è quella di custodire, ordinare e far funzionare un patrimonio archivistico sempre più ingombrante, una pletora di documenti, che reclamano una selezione e una visibilità, che ora si traduce più che mai in una una accessibilità informatica, su Internet. (Nei giorni pre-elettorali il sottosegretatio Bono ha annunciato a Bari la nascita dell'Archivio multimediale del Mediterraneo, una rete che collegherebbe gli archivi di molte città che si affacciano sul «Mare nostrum»: ma questo è possibile solo se tutti i cataloghi archivistici sono stati riversati in Rete). Di certo, anche in tempi grami come questi, gli archivi non perderanno il loro fascino. Quel carattere di scrigno, dal quale di tanto in tanto qualche investigatore estrarrà la notizia eclatante, svelerà retroscena storici, scoverà l'aneddoto di sapore antropologico. Senza i quali la nostra memoria non potrebbe più alimentarsi.