I recenti ritrovamenti in occasione dei nuovi scavi fanno ridisegnare la mappa dellUrbe DallAthenaeum di Adriano a piazza Venezia al colonnato del Gymnasium a SantAndrea della Valle. E Carandini sollecita il Museo delle origini I gradoni dellAthenaeum di Adriano scoperto cinque metri sotto terra davanti al Vittoriano. Il colonnato del Gymnasium greco, voluto da Nerone accanto alle sue terme e individuabile nel quadriportico scavato di fronte a SantAndrea della Valle. Ma anche le centinaia di vasi medievali gettati nei profondi "butti" - le antiche discariche - e la paziente ricostruzione dei livelli della città antica e moderna seppellita sotto il giardino spartitraffico di piazza Venezia. Sono solo tre delle, a vario titolo, importanti scoperte fatte nel sottosuolo di Roma. E dovute alle indagini eseguite in vista del passaggio della Metro C. Saranno illustrate e spiegate oggi pomeriggio dalle 15 da tre archeologi della Soprintendenza statale: Roberto Egidi, la medievista Mirella Serlorenzi e Fedora Filippi che è pronta a ridisegnare, grazie alle nuove scoperte, la mappa dellantico Campo Marzio occidentale. Loccasione è la due giorni di palazzo Massimo organizzata dal ministero Beni culturali per fare il punto sulle acquisizioni che la comunità scientifica e il patrimonio statale hanno fatto grazie ai sondaggi archeologici, nel passaggio «dallarcheologia durgenza a quella preventiva - per dirla con il soprintendente Angelo Bottini - intesa quale unico modus operandi adeguato per territori dalla lunghissima frequentazione umana». Lunghissimo è larco cronologico delle scoperte effettuate. Si parte dalle testimonianze dellEneolitico e delletà del Bronzo (IV-III millennio a. C.) venute alla luce nellarea di Pantano Borghese dove sorgerà la prima stazione della Metrò C. E si passa per le indagini eseguite lungo le mura Aureliane, tra San Giovanni e Porta Metronia, da Rossella Rea, responsabile anche dei ritrovamenti di età giulio-claudia fatti sotto il Colosseo in vista della stazione Fori Imperiali. Lunghi sono però i lavori in vista del primo viaggio in direzione del capolinea Clodio-Mazzini. Tanto che ieri, invitato al convegno, il presidente di Roma Metropolitane, Giovanni Ascarelli, si è lamentato: «La linea C è altamente desiderata ma i ritrovamenti fatti inevitabilmente porteranno ritardi nei lavori del cantiere. È difficile pensare che una generazione di romani subisca questi disagi ...» Per poi dettare il calendario: «Da Pantano alla fermata Parco di Centocelle arriveremo nel 2011. A San Giovanni nel 2013. Poi marceremo più speditamente grazie allesperienza e alle tecnologie avanzate». Quando negli anni Settanta si scavò per la Metro A non si andò più spediti, «e di molti ritrovamenti non è rimasta nemmeno la documentazione» rivela un funzionario. In questi anni si è scavato invece con attenzione. Ed è con una certa rapidità che Egidi ha riportato alla luce la doppia gradinata dove nel 133 d.C. poetavano gli intellettuali dellimperatore Adriano. «Chi ha pensato di far passare due linee sotto la città antica, area poco scavata dagli archeologi, doveva immaginare - ha sottolineato il commissario per la metropoliana di Roma, Roberto Cecchi - che sarebbe venuto fuori un patrimonio inestimabile. I tempi e i costi, comunque, sono stati rispettati». Larcheologia «non è un nemico della città» ha scandito il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro. E il professor Andrea Carandini ha proposto: «Facciamo che la memoria sia comunicata a tutti i cittadini, non solo alle élite di laureati», invocando «la nascita al più presto del Museo della città di Roma».