La Sovrintendenza ai beni archivistici ha notificato il provvedimento a Christie's. Questa mattina l'asta, ma lo Stato potrà esercitare la prelazione. CARLO LEVI Scrittore e pittore è stato senatore per due legislature Le 34 agende con poesie inedite e annotazioni sui quadri potrebbero confluire nell'Archivio Centrale, insieme al resto dei documenti conservati da Linuccia Saba Non andrà disperso l'archivio di Carlo Levi, che oggi viene offerto all'asta da Christie's. Due giorni fa, infatti, Lucia Principe, della Sovrintendenza archivistica del Lazio, ha firmato un provvedimento che vincola il complesso dei documenti di Levi descritti al lotto 82 nel catalogo della celebre casa d'aste. La notifica obbliga Christie's a offrire il lotto in blocco e a comunicare alla Sovrmtendenza il nome dell'acquirente. La stessa Sovrintendenza può esercitare il diritto di prelazione all'acquisto entro 60 giorni a partire da oggi. «Il blocco di opere - spiega il sovrintendente Salvatore Italia - resterà comunque sotto il nostro controllo, sia che l'archivio venga acquistato da noi sia che resti nelle mani di un privato, che in questo caso lo acquisirà con la notifica». La decisione se esercitare o non il diritto di prelazione dipenderà naturalmente dal prezzo che verrà battuto questa mattina. Il valore stimato è tra i 120 e i 140 mila euro, per una vasta raccolta di materiali salvaguardata e ordinata da Linuccia Saba, figlia del grande poeta triestino. La vicenda L'ASTA Andrà all'asta questa mattina alle 10,30, nella sede di Cristie's di piazza Navona 114, la ricchissima raccolta di documenti relativi all'archivio di Carlo Levi conservato dalla sua compagna Linuccia Saba. Valore stimato: tra i 120 e i 140 mila euro. IL VINCOLO Due giorni fa la Sovrintendenza ai beni archivistici del Lazio ha firmato il vincolo sull'intero lotto. La casa d'aste e l'eventuale acquirente in questo modo non potranno suddividere i materiali che compongono l'archivio e lo Stato potrà esercitare, entro 60 giorni a partire da oggi, il diritto di prelazione all'acquisto. LA DESTINAZIONE Se lo Stato dovesse acquistare la raccolta, la sua destinazione più opportuna sarebbe l'Archivio centrale, che già conserva documenti di Carlo Levi. decenni compagna di Levi. «Se la raccolta dovesse essere acquisita dallo Stato - prosegue Italia - la destinazione più opportuna sarebbe quella dell'Archivio centrale, che già conserva un archivio di Carlo Levi. Questi materiali andrebbero a completarlo. Ma anche una biblioteca potrebbe essere un luogo adatto alla sua collocazione». La Biblioteca nazionale è quella suggerita dal soprintendente al Polo museale romano, Claudio Strinati: «Perché è lì che confluisocono tanti fondi importanti degli srittori». Il nucleo più rilevante, almeno dal punto di vista quantitativo, è infatti quello delle testimionianze relative all'opera letteraria di Levi. Solo del «Cristo si è fermato ad Eboli», il libro più famoso composto in clandestinità a Firenze tra il '43 e il '44 per rievocare il confino in Lucania di dieci anni prima, sono presenti ben due distinti set di bozze, entrambi ricchi di correzioni autografe dell'autore. E sono presenti, in più versioni, un po' tutte le altre opere dello scrittore: da «Paura della libertà», il singolare saggio filosofico e psicanalitico scritto in Francia nel 1939, a «L'Orologio», curioso antiromanzo pubblicato da Einuadi nel 1950. Documenti sull'attività politica di Levi, che fu eletto senatore nel 1963 come indipendente nelle liste del Pci e nel 1968 in qulle del Psiup, sono invece conservati in un grosso contenitore che raccoglie giornali, ritagli stampa, trascrizioni di comizi elettorali e discorsi parlamentari, una lettera circolare firmata da Alberto Moravia che raccoglie adesioni per una campagna in favore degli oppositori al regime venezuelano. Importantissime, infine, le 34 agende personali, comprese tra il 1933 e il 1974, dove sono annotate poesie inedite, incontri e cene con gli amici, giudizi su scrittori e artisti contemporanei e, soprattutto, il titolo e il riferimento dei quadri che dipingeva.