I lavori per la Metro C una vera opportunita' per Roma. Infatti, grazie agli scavi si sono verificati dei ritrovamenti di grande importanza. Si parla dell'Athenaeum di Adriano, del Gymnasium greco che Nerone volle vicino alle sue Terme, delle tracce del canale che attraversava il Campo Marzio fino al Tevere, della ricostruzione del paesaggio delle Mura Aureliane. E sono solo alcune delle scoperte di cui si parlera' nel convegno "Archeologia e infrastrutture" previsto per oggi e domani presso Palazzo Massimo di Roma, per presentare i ritrovamenti che hanno caratterizzato gli ultimi mesi di lavoro della Soprintendenza nei siti candidati ad ospitare i cantieri per le stazioni della Metro C. "Questa metro di Roma, possiamo definirla 'archeologica' - spiega Andrea Carandini presidente del Consiglio superiore Beni culturali - La nostra conoscenza del passato dipendono in larga parte dai lavori pubblici che ci consentono di fare scoperte che ogni volta rivoluzionano la storia di Roma". "Credo che chi ha programmato due linee metro nel centro storico di Roma non ha avuto la cognizione di quello che si andava a fare". Riflette Roberto Cecchi, commissario delegato per le linee metropolitane di Roma e Napoli, nonche' commissario dell'area archeologia romana. "Roma non e' Milano ne' Genova - continua Cecchi - Una ricchezza cosi' vasta e stratificata non esiste in nessun'altra citta'. I cittadini romani non sanno che sotto i loro piedi c'e' un'altra citta', o forse altre due. Penso quindi - rivela - di rendere pubblici gli esiti di questi lavori per raccontare e quello che abbiamo fatto e quanto abbiamo trovato. Perche' l'archeologia e' una vera opportunita' di crescita per la nostra citta"'.