La decisione del Riesame Sirolo Via i sigilli perchè non si trattava di lavori non autorizzati ma di interventi minimi di manutenzione. E' stata ritenuta infondata dal tribunale del Riesame l'ipotesi di reato contestata a Carletto Gigli, neo-proprietario dell'immobile che fa parte di una porzione dell'edificio del monastero di San Pietro sul monte Conero. Si è trattato di una violazione formale - ha detto l'avvocato dei Gigli, Claudia Cardenà - perché non è stato comunicato alla Sovrintendenza l'acquisto dell'immobile e, in più, c'era l'ipotesi di esecuzione di lavori edilizi abusivi. In realtà, la prima ipotesi - spiega - è infondata perché c'è stato un acquisizione per usucapione mentre per la seconda, il tribunale ha verificato che non sussisteva la condotta contestata all'indagato, non c'erano impalcature. Sull'immobile resta una causa civile che ha visto la Curia ricorrere in appello dopo la sentenza di primo grado che ha sancito il passaggio di proprietà dell'edificio ai Gigli per usucapione.