Un nuovo summit fra tecnici e rappresentanti delle istituzioni che saranno coinvolte nel recupero, un progetto praticamente già pront , i areri del nuovo e dell'ex sopnntendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Brescia, Cremona e Mantova: sulla spinta dell'annuncio di Giovanni Arvedi, che l'altro ieri ha reso pubblica la sua disponibilità e il suo impegno a finanziare il restauro conservativo attraverso la Fondazione Arvedi-Buschini «per amore della città e per affetto verso mio suocero Mario Buschini, che costruì l'edificio», sembra già viaggiare spedito il piano di trasformazione di palazzo dell'Arte in museo del violino. Obiettivo: ridonare splendore allo storico stabile senza stravolgerne l'aspetto esterno e farne il simbolo dell'eccellenza e della liuteria cremonese oltre che il cuore pulsante della musica. Il summit dell'intervento, concordato con il sindaco Oreste Perri, attuabile solo se sarà pregizio celermente risolto il problema legato a piazza Marconi e alla voragine che acora si apre come una ferita in quella zona, si è discusso ieri durante un incontro cui hanno partecipato l'architetto Giorgio Pala, il presidente della Fondazione Antonio Stradivari (ex Triennale) Paolo Bodini e Renato Crotti in rappresentanza del cavalier Arvedi. «il progetto è senza dubbio di notevole spessore ha commentato Paolo Bodini e va dato atto al presidente Arvedi del notevole sforzo che si appresta a compiere e dell'elevato significato culturale dell'intera operazione. L'impostazione è senza dubbio condivisibile così come lo sono le proposte dell'architetto Palù. Arvedi aveva già evidenziato la necessità di un approfondimento sul contenuto del palazzo una volta terminato il restauro. Mi associo a questa riflessione e, sin d'ora, assicuro la mia piena e fattiva collaborazione». Crotti ha aggiunto: «Giovanni Arvedi ha già ben chiara la necessità di mettere al lavoro un ristretto e qualificato gruppo di esperti affinché proponga, in tempi ragionevoli, un progetto articolato e moderno per definire con precisione ciò che sarà collocato all'interno di Palazzo dell'Arte. Il presidente Arvedi, in stretto raccordo e condivisione con tutte le realtà istituzionali e culturali coinvolte, è determinato ad offrire un progetto d'insieme di notevole spessore culturale di cui ha ben chiare le linee portanti. Di sicuro, l'esterno non sarà cambiato: una prassi consolidata per la Fondazione Arvedi-Buscolini che, già in occasione del restauro della chiesa di Santa Rita, aveva compiuto un intervento apprezzato a livello nazionale grazie anche all'opera del professor Gianluigi Colalucci, autore del restauro della Cappella Sistina». I soprintendenti. Ieri, a Cremona per visitare i beni culturali della diocesi, sul Museo del violino si sono espressi anche l'attuale soprintendente Andrea Alberti e il suo predecessore Luca Rinaldi. Alberti ha affermato: «Benedetti gli sponsor se si offrono di recuperare il Palazzo dell'Arte. Sulle eventuali modifiche alla struttura bisognerà confrontarsi, non c'è alcuna pregiudiziale. Mi chiedo se l'oggetto violino sia adatto agli spazi di un palazzo nato per esposizioni d'arte contemporanea. Forse Cremona non lo avverte, ma è l'intera città ad essere già un grande museo del violino, forse sarebbe più interessante lavorare sulla metafora del violino». Rinaldi è tornato sul placet dato a suo tempo per il museo del calcio: «Credo che il progetto dovrà ripassare al vaglio della soprintendenza, basta infatti il cambio d'uso per dare il via a un nuovo iter. Reperire i fondi è già un passo importante».