Un primo incontro e un primo (mezzo) passo avanti. Ieri a Palazzo Vecchio, il sindaco Renzi ha ricevuto una delegazione di parlamentari fiorentini per parlare della legge speciale per Firenze, e alla fine ha dovuto constatare che gli unici a voler proseguire un lavoro cominciato durante lo scorso mandato amministrativo, sono i deputati del Pdl (all'incontro erano presenti il senatore Paolo Amato e il deputato Alessio Bonciani). Presenti all'incontro anche tutti i capo-gruppo del consiglio comunale. Dagli esponenti del Pd si è registrata una pioggia di «distinguo» che ha confermato la loro freddezza (per non dire la totale indifferenza) nei confronti della proposta, avanzata a pi riprese dal Pdl, fatta propria durante la scorsa campagna elettorale da Giovanni Galli e sulla quale proprio Galli ha «strappato» l'impegno al premier Silvio Berlusconi. Decisamente contrari, invece Bosi (Udc) ed Evangelisti (Idv). Per il primo, la legge per Firenze «potrebbe scatenare un effetto catena di Sant'Antonio ». Ad avanzare identica richiesta potrebbero cioè essere troppe altre città italiane. Per il secondo, si tratterebbe di «pura propaganda». un risultato positivo». Per il Pd erano presenti Lapo Pistelli (che ha lasciato la Per il sindaco si è riunione a metà, pare per non perdere un treno), che ha notato come in questa legislatura a passare siano «solo le leggi iniziativa governativa». Franco Ventura, invece, ha chiesto di parlare di «legge speciale di seconda generazione», con ciò significando che non sarebbe praticabile l'ipotesi auspicata dal sindaco. Hanno partecipato anche Vittoria Franco e Livi Bacci. Tra loro, nessuno ha voluto al termine dell'incontro parlare chiaro, e spingere decisamente per l'iniziativa a favore di Firenze. Renzi si è così trovato solo con chi la legge per primo l'aveva proposta in Senato, Amato cioè, e il coordinatore cittadino del partito Bonciani. Ma il sindaco, aspettando la prossima riunione del «tavolo» già fissata per il prossimo 16 novembre, pare aver visto, per così dire, un altro film. «Un incontro ottimo - ha detto al termine-: tutti i parlamentari sono convinti che riusciremo ad arrivare presto a un provvedimento speciale per Firenze». «È una promessa - ha aggiunto Renzi - che Silvio Berlusconi ha fatto a Firenze: noi chiediamo che la promessa si trasformi in fatti». Le proposte avanzate dal Comune sono quattro, nelle parole del sindaco: «I beni del demanio inutilizzati vengano restituiti alla città - ha detto -, magari per farci asili nido o case per giovani coppie». In materia di beni culturali, il sindaco chiede che tornino alla città una parte degli introiti derivanti dai biglietti dei musei statali, «considerando che, chi viene a Firenze, paga un biglietto che incassa Roma perchè Uffizi e Accademia in primo luogo sono musei statali». Renzi ha anche chiesto «la sospensione della legge Bersani sul commercio per i negozi del centro storico, e quarto, un impegno sulle infrastrutture, da quelle tecnologiche, all'Arno, fino alla tangenziale, che Firenze non ha. Su questi temi c'è stata una bella disponibilità, in particolare da Pd e Pdl: chi ha avuto più dubbi sulla possibilità di farla sono stati i parlamentari di Udc e IdV». «A noi - ha concluso Renzi - non interessa se sarà una legge speciale o una legge quadro, l'importante è trovare risorse e strumenti per restituire a Firenze ciò che la città ha dato e dà allo Stato, come già accade per Roma e Venezia». «Il problema non sono i soldi - ha notato invece il senatore Amato - ma il quadro normativo. Noi comunque continueremo a lavorare con l'obiettivo di creare una vera lobby per Firenze, e raggiungere alla fine un risultato positivo.