Callieri resta: «Mi impegnerò a sostenere l'attività». Capacità manageriale, buoni agganci con il mondo artistico e culturale. Non ultimo, solide radici piemontesi: quindi radicamento sul territorio. Sono le qualità che, dopo lo scontro senza esclusione di colpi verificatosi nei mesi estivi, hanno portato Regione e ministero dei Beni Culturali a convenire sulla nomina di Luigi Quaranta come nuovo presidente del Centro di Conservazione e Restauro della Venaria Reale. Il «dopo-Callieri» sarà ufficializzato oggi dal Collegio dei soci fondatori. Una scelta, due obiettivi complementari: individuare una personalità con i requisiti adeguati e chiudere il lungo braccio di ferro tra istituzioni che minacciava di danneggiare l'attività del Centro. Grazie alla mediazione del senatore Enzo Ghigo, sponsor di Quaranta, entrambi i duellanti hanno fatto un passo indietro: vale per la Regione, che in prima battuta puntava a riconfermare Callieri, e per il ministro Bondi, sedotto dal curriculum di Toto Bergamo Rossi. Anche dalla Compagnia di San Paolo non sono arrivate obiezioni al nuovo presidente. Quaranta, 67 anni portati con energia, è una figura nota a Torino e non solo. Ingegnere civile, dal 1970 dirige uno studio che, nel corso degli anni, è arrivato a contare una quarantina di collaboratori. Ci lavora anche il figlio. Dallo stadio Delle Alpi alla linea uno del metrò, dalla pista da bob di Cesana a un buon numero di edifici su Spina 3, passando per il futuro inceneritore del Gerbido, sono diverse le opere che lo impegnano o che lo hanno visto impegnato. Quanto basta per accreditare una capacità manageriale che, stando agli auspici della Regione, dovrebbe portare a un rilancio del Centro importando commesse dall'esterno. Ma Quaranta ha un curriculum di tutto rispetto anche nel settore culturale: già consigliere della Fondazione Accorsi, per 10 anni è stato nel cda del Castello di Rivoli. Oggi siede in quello del Consorzio per la valorizzazione della Reggia di Venaria. Meno noto il vecchio amore per il collezionismo: quadri, tappeti, oggetti vari. E soprattutto, una passione per le maioliche rinascimentali. Proprio ieri, quando ha ricevuto la telefonata della presidente Bresso, dell'assessore alla Cultura Oliva e del capo di gabinetto di Bondi, stava rientrando da Varese per visionare un pezzo: «La sfida mi entusiasma. E poi non mi spiace smarcarmi un po' dal lavoro in studio per dedicarmi al nuovo incarico. Rispetto Callieri, spero di sentirlo presto per il passaggio di consegne». L'ex presidente abbozza. Anzi, si dice sollevato: «Questa situazione di stallo era diventata pesante, per me e per il Centro. Quaranta? E' la persona giusta, difficile trovare di meglio nel panorama torinese». E adesso? Chi conosce Callieri sa che non è tipo da restarsene con le mani in mano. Infatti ha già un progetto: «Fonderò l'Associazione Amici del Centro per il Restauro con l'obiettivo di cercare fondi e concentrare l'attenzione sulla sua attività». Quaranta non avrà bisogno di andare troppo lontano per chiedere consigli.