Anche le associazioni a difesa dell'ambiente danno battaglia all'avanzare dei tralicci sulle colline di Mutigliano, Cappella e Sant'Alessio. Legambiente, Italia nostra e Wwf stanno conducendo in sinergia un esame approfondito delle carte, dal 2001 quando la vicenda è cominciata e fino a oggi, che riguardano la realizzazione dell'elettrodotto da parte di Terna spa. «Vogliamo controllare la regolarità del percorso amministrativo che ha portato alla realizzazione dell'elettrodotto - spiega il presidente del circolo di Legambiente Lucca Michele Urbano -. Lo facciamo noi con Italia nostra e Wwf». Le associazioni si stanno muovendo anche sul fronte della sicurezza sui luoghi di lavoro per gli operai delle squadre di Terna. Alcune norme non sarebbero state rispettate sui cantieri. Urbano fa sapere infatti che «siamo in possesso di filmati che ritraggono i cantieri di Terna sul territorio lucchese senza i cartelli di legge sull'attività svolta». Legambiente ha chiesto al Comune l'accesso ad alcuni atti riguardanti l'elettrodotto datati alcuni anni fa, ma ancora non sono stati forniti. Non solo le colline sono sotto stretta attenzione. C'è anche il tratto di elettrodotto realizzato a borgo Giannotti: una sezione interrata dell'impianto, non visibile e quindi potenzialmente innocua. Quello che invece Urbano sospetta è «che per i cavi interrati non siano stati rispettati i parametri per evitare l'inquanamento da elettromagnetismo». Da parte loro invece, i cittadini del comitato nato dopo l'assemblea pubblica del 9 ottobre al foro Boario, indetta dalla circoscrizione 6, continuano la raccolta di firme. «Ne metteremo insieme tantissime», promettono i cittadini, e annunciano che le firme saranno poi depositate in Comune. «Serviranno per chiedere all'amministrazione un incontro speciale sull'elettrodotto, alla presenza anche di rappresentanti del consiglio comunale e di Terna», spiegano. Non solo le associazioni: anche il comitato ha focalizzato l'attenzione sulla sicurezza dei lavoratori in attività sui cantieri dei tralicci. È partito infatti anche un esposto per chiedere l'intervento del personale di polizia municipale direttamente sui luoghi di lavoro. B.A.