Sant'agostino cambia voltoe nella chiesa ritornala tomba del boccanegra C'È UN NUOVO assetto per i musei di Strada Nuova e di Sant'Agostino. C'è uno spostamento in atto di opere d'arte che verrà intensificato nei prossimi mesi. In particolare sculture d'epoca medievale (come discrimine cronologico Piero Boccardo pone l'era di Luca Cambiaso, quindi il Cinquecento) vengono spostate dai palazzi-museo di via Garibaldi per raggiungere il museo di Sant'Agostino. E viceversa da qui sono in partenza opere del periodo barocco per essere collocate nei musei di Strada Nuova. Per meglio connotare l'esposizione di Sant'Agostino come museo del medioevo ligure. Un percorso lungo che avrà bisogno di ulteriori finanziamenti (Piero Boccardo fa notare che con 10 mila euro, tanto costa lo spostamento di una statua, si restaurano almeno due quadri...) e che riguarderà un'altra importante novità. Il museo di Sant'Agostino verrà integrato da una nuova prestigiosa sede: la chiesa di Sant'Agostino. Ora gli spazi sono vuoti, il Teatro della Tosse ha tolto attrezzature e allestimenti e Piero Boccardo ha modo di progettare. Meglio. Un progetto preliminare verrà presentato entro l'anno e il direttore spera in una realizzazione in tempi contenuti. «È uno spazio bellissimo dove le opere possono dialogare fra loro - spiega - Qui verrà sistemata in posizione centrale, da vera protagonista, Margherita di Brabante che del resto proveniva da una chiesa e in chiesa ritorna. Nelle navate laterali saranno sistemati elementi architettonici che oggi sono in parte in deposito in parte nel museo di piazza Sarzano, le cappelle diventeranno ricettacolo di capolavori come la lapide di Percivalle Doria, il Palio Bizantino (oggi in Palazzo Bianco), le tombe di Simon Boccanegra e i due leoni stilofori di San Siro (oggi in Sant'Agostino)». Dai musei di Strada Nuova hanno già raggiunto Sarzano i dipinti di scuole genovesi dell'Alto Medioevo e i pezzi più antichi finiranno nella chiesa. Già ha cambiato casa la Maddalena del Canova, da Sant'Agostino a Palazzo Bianco, la seguiranno i busti dei due papi di epoca coeva. Aggiunge Boccardo: «Non mi dispiacerebbe ricollocare un Puget ma non voglio spogliare Sant'Agostino....». Intanto stanno iniziando i lavori della struttura-collegamento, in parte sotterranea di palazzo Tursi e palazzo Bianco. Nel fascinoso giardino, una volta concluso il cantiere, potrebbero essere sistemati alcuni elementi architettonici, qualche opera in pietra, che ora è nei depositi, (molto affollati di statue, portali, campane, altari di chiese distrutte) di Sant'Agostino. D. B. 20102009