Le guerre, le elezioni, gli attentati terroristici non scalfiscono il mercato. A Basilea, dove oggi apre al pubblico la tretacinquesima edizione della più importante mostra mercato d'arte contemporanea del mondo e dove fino al 21 giugno tutti quelli che arrivano sembrano avere a disposizione manciate di milioni (di dollari o di euro), qual-siasi avvenimento, triste o allegro che sia, appare lontano. Questa, ti ripetono, è «la Mecca» dell'arte. Contano solo le opere, i collezionisti, i soldi. Non a caso molti dibattiti del vernissage s'accendono intorno a Maurizio Cattelan e Fabio Pi casso, causa le quotazioni che hanno raggiunto nelle vendite all'asta: ha superato i due milioni di dollari il primo, i cento milioni il secondo. A Basilea con un paio di milioni di dollari è possibile acquistare un gigantesco lavoro di Richard Serra,Plate convex conca-ve, presentato nella sezione Unli mited, quindici metri di acciaio che pesano trentadue tonnellate, mentre un Picasso, splendido, Femme assise del 1949, proveniente dalla collezione dell'Art Institute di Chicago costa poco più di sette milioni di dollari. Sono queste un paio di punte di un grandissimo iceberg che a Basilea è formato da 270 gallerie provenienti da tutti i continenti, che presentano lavori di almeno millecinquecento artisti e che hanno, complessivamente, un valore non inferiore al miliardo di euro. E' una vera coloratissima Babilonia dove si capiscono e intravedono gusti e tendenze, dove si incontrano migliaia di dipinti, di sculture, installazioni compresa una raffinata toilette di Monica Bonvicini, un box di specchio dove dall'interno si vede l'esternofotografìe e video. Ecco una prima sorpresa. I video che sembravano in forte discesa, destinati a occupare soltanto le salette dei musei, stanno ritrovando spazio e alte quotazioni. On translation: el aplauso, un video di Antonio Muntadas che è stato tirato in sei edizioni, viene proposto per ben novan tamila dollari. Non è da meno Gary Hill mentre Becoming di Candice Breitz è offerto a 45.000 euro e un video che Robert Barry ha girato lo scorso anno a Basilea è intorno ai 12.000 dollari. Ma i video sono accompagnaci da un foltissimo ritorno dell'opera d'arte nessuno lo nega da intendersi come oggetto anche d'arredo: dal vaso di porcellana di Grayson Perry, il travestito vincitore dell'ultimo Turner Pri-ze, che già raggiunge le quindicimila sterline, alle fotografie, presenti in quantità illimitate, ormai entrate nelle gallerie più conservateci e quindi idealmente «storicizzate» dal mercato al classico quadro da appendere alla parete. E quindi sono tornati prepotentemente alla ribalta i dipinti dei grandi maestri Picasso è in testa, seguono Ernst, Matisse, Léger nonché le sculture di Giacometti o quelle assai rare di Gauguinma anche le carte di contemporanei come William Kentridge, ormai vicino ai trentamila dollari, molto celebrato in Italia. E gli italiani sono ben presenti: sono diciotto le gallerie arrivate a Basilea. E sono decine gli artisti sparsi lungo il percorso di «Art Basel»: spuntano incantevoli sculture di Fausto Me Pablo Picasso lotti, tagli di Fontana, arazzi di Boetti. E i contemporanei: da Eliseo Mattiacci, con una inedita Fabbrica del cosmo, agli ultimi dipinti di Enzo Cucchi. Ma tutti gli artisti della Transavanguardia e quasi tutti quelli dell'Arte Povera Mario Merz, Giulio Paolini, Kounellis sono presenti in questa mostra mercato, che è un vero gigantesco museo. Non è soltanto da ammirare, tutto è in vendita e accende l'interesse dei big della moda. Non a caso tra gli sponsor è arrivato Bulgari che sostiene una sequenza di Conversations sul collezionismo. Un puntino giallo segnala al pubblico le opere che hanno un costo inferiore ai cinquemila euro. Non è come cercare un ago in un pagliaio - ma quasi.