In questo modo si viene incontro ai cittadini che non possono utilizzare i tetti per montare gli impianti Si chiamano orti, ma anziché pomodori e barbabietole vi si potranno "piantare" pannelli fotovoltaici o generatori eolici. Il terreno lo mette a disposizione il Comune. E questo affinché anche chi non ha la possibilità di installare impianti sul tetto della propria casa, possa comunque produrre energia rinnovabile. Lo prevede il nuovo capitolo del regolamento edilizio del Comune di Pisa, uno dei primi in Italia a puntare con decisione sullo sviluppo sostenibile. Frutto di un fitto e partecipato confronto con professionisti e associazioni di categoria, il piano vuole orientare e incentivare il risparmio energetico e la produzione di energie rinnovabili proprio in un settore, quello dell'edilizia, che in Italia è responsabile del 35 di emissioni di gas serra. L'amministrazione prevede dunque incentivi sotto forma di sconti agli oneri di urbanizzazione secondaria o di incrementi volumetrici. Ciascun progetto edile sarà valutato in base alla qualità ambientale e al risparmio di energia, al consumo dei materiali e ai carichi ambientali, e sarà obbligatorio raggiungere un indice di sostenibilità minimo per avere il via libera. I più virtuosi, superando il livello base dell'indice, potranno persino ottenere sconti sulle imposte dal 20 per cento in su. Nella valutazione dei progetti si terrà conto della progettazione integrata: «Per ottenere il massimo risparmio - spiega l'assessore all'edilizia del Comune di Pisa, Fabrizio Cerri - si dovrà ad esempio curare la disposizione interna dei locali: le stanze dove si vive durante il giorno dovranno essere collocate a sud piuttosto che a nord». «L'obiettivo - continua Cerri - è quello di coprire parte del fabbisogno energetico con l'autoproduzione da fonti rinnovabili, senza violare però i vincoli paesaggistici». Le soluzioni tecnologiche sono diverse: non solo pannelli fotovoltaici, ma anche impianti solari termici, eolici, idroelettrici, a biomassa o cogenerativi a gas metano. E chi vive nel centro storico e non può posizionare pannelli sul tetto ha di fronte altre opzioni, come quella di installare impianti microeolici o fotovoltaici su terreni lontani dalla propria abitazione, purché all'interno del Comune. «In questo modo - spiega l'assessore - si potranno acquistare crediti per aumentare il valore dell'indice di sostenibilità». Gli incentivi messi a disposizione dal Comune si potranno sommare ad altri sgravi a livello nazionale e regionale. «Le procedure burocratiche sono state molto semplificate - spiega Luca Serri, del Dipartimento di energetica dell'Università di Ingegneria di Pisa, che ha lavorato a stretto contatto con l'amministrazione nella fase di definizione del regolamento -. E questo facilita anche chi è interessato a partecipare ai bandi regionali, a cui si può accedere solo dopo che gli impianti sono stati installati». Sui nuovi provvedimenti del Comune di Pisa incombe la finanziaria, che potrebbe portare ai tagli degli ecoincentivi. Per questo il sindaco Marco Filippeschi ha inviato all'indirizzo del presidente del Consiglio e ai capigruppo parlamentari una lettera per manifestare la propria preoccupazione. Un'iniziativa condivisa anche dall'Anci regionale, che si sta a sua volta mobilitando.