E sulla legge speciale propone di reintrodurre il tetto alle licenze in centro Il programma di mandato incassa il sì compatto del Pd, no di De Zordo e Pdl SUL programma dei prossimi 5 anni, il sindaco Matteo Renzi seduce anche due pezzi di opposizione. Incassa il sì compatto del Pd, compreso quello della contestatrice Tea Albini, convinta che il programma sia un elenco di obiettivi senza indicazione dei mezzi. E compreso quello dellala sinistra Stefania Collesei, che pure si dichiara in disaccordo su aeroporto e vendita del Meccanotessile. Ma incassa lastensione della sinistra di Valdo Spini e Tommaso Grassi e, sulla sponda opposta, anche quella di Mario Razzanelli di «Firenze Cè». Solo Ornella De Zordo di «perUnaltracittà» e Pdl votano contro. Non è un ingresso in maggioranza. «E lavvio di un dialogo», dice lo spiniano Grassi. «Apriamo un credito sulla realizzazione del nostro obiettivo di riconciliare e rilanciare Firenze», precisa Spini. Mentre Razzanelli spiega la propria astensione con la pedonalizzazione di piazza Duomo e la cancellazione della stazione sotto gli ex Macelli: «Due punti del mio programma realizzati da Renzi». Leffetto visibile di un sindaco eletto dal centrosinistra che non esita a muoversi in modo pragmatico in nome dellinteresse di Firenze? Nella prima riunione bi-partisan convocata da Renzi sulla legge speciale per Firenze, il Pd che nellera Domenici si diceva contrarissimo è apparso convertito: nessun parlamentare Pd (Vittoria Franco, Lapo Pistelli, Massimo Livi Bacci, Michele Ventura) si è detto ostile. E il Pdl (Paolo Amato, Gabriele Toccafondi, Alessio Bonciani), non senza ironia, ha rimesso sul tavolo la proposta Amato: 100 milioni di euro lanno per 3 anni e una commissione esecutiva allargata a tutti i livelli istituzionali. Proposta ottimistica, stante la finanza statale: se cè una possibilità non potrà riguardare i soldi ma le procedure, hanno alla fine convenuto tutti. Renzi ha messo sul tavolo le sue proposte in 4 punti. La sospensione della legge Bersani nel centro e il ritorno al vecchio controllo delle licenze per tutelare i negozi storici. Il passaggio delle caserme al Comune, a cominciare da quelle di Coverciano e della 7ma Ore. Il biglietto unico tra musei statali e comunali. Le infrastrutture come la tangenziale e lArno. Renzi ha puntato il dito anche contro Sesto, ultimo irriducibile ostacolo per la pista parallela dellaeroporto. E alla fine, i più scettici sono apparsi Francesco Bosi dellUdc («Non tutti i problemi sono riconducibili alla legge speciale e una città come Firenze non può essere alla mercé di Sesto») e Fabio Evangelisti dellIdv («Parlare di legge speciale significa fare propaganda»). Renzi (che non ha invitato la Lega) però è soddisfatto: «Ottimo incontro, tutti sono convinti che Firenze ha più che validi motivi per chiedere una legge speciale». E davanti al consiglio comunale, riconferma la scelta di cancellare la stazione dellAlta velocità sotto gli ex Macelli. Riconferma anche lintenzione di vendere lex Meccanotessile e larea della Mercafir nellobiettivo di raccogliere così almeno 100 milioni di euro. Il sindaco annuncia anche di voler cercare una nuova sede degli uffici comunali, dove trasferire anche molti degli uffici oggi ospitati a Palazzo Vecchio. Dove? Non in piazza San Firenze, perché una volta trasferito a Novoli il tribunale dovrebbe diventare uno spazio museale. Ed entro lanno, precisa il sindaco, arriverà un avviso pubblico di ricerca per 30mila metri quadrati di superficie. Dalle fila del Pdl, Massimo Sabatini e Stefano Bertini propongono di utilizzare come spazio museale larchivio di Stato. SEGUE A PAGINA V