Liniziativa Visite e colazioni allOrto di Bisceglie tornato a vivere grazie a Wwf e scout Nel cuore della Valle dItria settecento alberi a dimora in dieci ettari di terreno Un progetto dellassociazione Pomona sostenuto dalle Università di Bari e del Salento Piante selvatiche accanto a quelle domestiche: ecco il segreto per preservare la biodiversità SONIA GIOIA IL Giardino botanico comunale "Carlo Veneziani Santonio" di Bisceglie vive in simbiosi con le specie che lo abitano e insieme ai 250 esemplari di piante a dimora si rinnova. Con larrivo dellautunno una nuova veste rende la struttura interamente visitabile grazie ai servizi in parte già installati con la collaborazione del gruppo scout guidato da Mimmo Rana. E partono le visite guidate organizzate dal Wwf: "I tesori dello scrigno" si propone di realizzare una ricerca storica sullassetto botanico originario e la realizzazione del restauro del giardino attraverso una riqualificazione ambientale. "Colazioni dellorto" invece è una visita guidata con colazione a base di prodotti locali (info 347.140.22.09 e 349.561.86.86). Raggiunto anche laccordo con lOrto botanico dellUniversità di Bari che consentirà un ulteriore progetto di riqualificazione per il giardino biscegliese. (elisabetta di zanni) Il giardino dellEden ha coordinate terrestri: strada provinciale Cisternino-Locorotondo, contrada Figazzano, cuore della Valle dItria. E una dea pagana per protettrice e musa, Pomona, signora dei giardini e dei frutteti. Dalla divinità latina prende il nome il conservatorio botanico della agrobiodiversità gestito dallassociazione Pomona onlus, trapiantato, è il caso di dire, letteralmente, da Milano in Puglia circa cinque anni fa. Conservare e preservare le specie a rischio di estinzione, la missione. Dieci ettari di terreno, oltre settecento alberi da frutto, fra i quali una collezione particolare di almeno duecento fichi - afgani, bosniaci, francesi, portoghesi, albanesi, israeliani e naturalmente pugliesi - in pacifica convivenza non solo fra loro, ma anche con la vegetazione mediterranea che spontaneamente sorge fra le zolle di una terra argillosa, rosso sangue. Il segreto è quello, lezione elementare rubata alla natura stessa: selvatico e domestico dimorano fianco a fianco, perché "la garanzia di sopravvivenza è la complessità". Parola di Paolo Belloni, 61 anni, fotoreporter per mestiere e contadino-filosofo per vocazione. Le braccia che lavorano la terra sono le sue, presidente dellassociazione e "padre" di questo museo vivente, al fianco di Hila Ndereke, contadino albanese di 50 anni dalleloquio inversamente proporzionale alla saggezza con cui alleva gli alberi da frutto. La collezione messa a dimora nel giardino di Pomona è un miracolo di archeologia botanica e di progettualità avveniristica. Paolo Belloni ha messo in contatto, attraverso lassociazione, raccoglitori informali e accademici, come Vito Savino, preside della facoltà di Agraria di Bari, e Francesco Minnone, studioso dellOrto botanico dellUniversità del Salento. Viaggiando sulle direttrici dello scambio e della ricerca, sono giunti qui, da ogni angolo del mondo, la più bella, la ciliegia progressiflora immortalata nelle tavole ottocentesche del ligure Giorgio Gallesio, e lanziano signore del giardino, un pummelo venuto al mondo almeno 4 mila anni fa. Ma anche lapi etoilè, mela a forma di stella che si conserva molto a lungo, dono natalizio per i bimbi di Francia prima dellassedio delle Playstation. E ancora, loliva greca leucocarpa, destinata allEsposizione parigina del 1870, barattata da un commerciante greco in cambio di un passaggio per il ritorno in patria, dopo aver svuotato le borse gozzovigliando al fianco di Henri Toulouse-Lautrec. Sono le storie che Paolo Belloni racconta agli scolaretti in visita al conservatorio botanico, aula a cielo aperto dove la biodiversità viene spiegata così: «Guardate le foglie di questo albero, non cè foglia uguale allaltra, e nemmeno frutto, e nemmeno nocciolo». La spiegazione centra col segreto della vita stessa. Creature come queste vivono nellorto di Pomona, ad un passo da otto trulli destinati alla ristrutturazione come antica arte trullara comanda, che ospiteranno cento giorni allanno turisti con libero accesso ai frutti di tutto il giardino. Per zittire i pragmatici del caso, un esempio contro tutte le possibili argomentazioni sullantieconomicità delloperazione: «Un fico, un solo frutto, in una città come Londra costa circa un euro - spiega Belloni - Ogni ospite avrebbe qui la possibilità di coglierne direttamente dallalbero e mangiarne a volontà». Trionfo del gusto, in barba al mercato. Il futuro prossimo del conservatorio botanico è legato alla lungimiranza degli enti locali, amministrazione comunale di Cisternino e Regione Puglia innanzitutto, al cospetto dei quali pende un progetto per le cosiddette "Buone pratiche" per il piano paesaggistico territoriale. Lambizione è quella di "costruire un prototipo ripetibile su piccola scala che coniughi la conservazione della biodiversità vegetale domestica e selvatica, la ricerca per la sua valorizzazione in cucina, leducazione scolastica per una sana alimentazione, lutilizzo delle energie alternative e il riciclo delle acque e dei rifiuti umidi con un nuovo modello di turismo rurale ecosostenibile". Progetto ambizioso, se la burocrazia ne permetterà il decollo.