Nella vicenda del parco Obelisco coinvolto anche un magistrato fallimentare SOFFITTI troppo bassi, nessun allaccio alle fogne. Affaccio sulle storiche pietre dellAppia antica. Tuttaltro che un abuso edilizio. È il ben più grave reato della lottizzazione abusiva: 98 villette e un albergo. Un reato non sanabile. Camorra e un affare da quaranta milioni. Che però sopravvive e lucra - si scopre con lindagine della Guardia di Finanza coordinata dallAntimafia, pm Cristina Ribera - grazie alle pubblica amministrazione corrotta. Si succedono negli anni le amministrazioni locali, cambiano i sindaci, gli uffici tecnici, le commissioni edilizie, ma illeciti e illegalità, abusi e patti criminali si ripetono. Perché in questa inchiesta, quella delle cosiddette "case dei puffi" a Giugliano, concessioni edilizie false si inseguono nel tempo a cominciare dagli anni Novanta. Grazie alle firme di tre diversi sindaci. E alle connivenze di ben 22 tra componenti di commissioni edilizie, funzionari del Comune, dipendenti dellUfficio tecnico. Un grande affare criminale che coinvolge anche un magistrato fallimentare in servizio a Napoli. E lattuale direttore generale dellospedale Cardarelli, Rocco Granata, allepoca dei fatti in commissione edilizia. Bilancio: ville e albergo sequestrati (le ville già vendute, i proprietari ora sono destinati allo sgombero), 38 indagati per lottizzazione abusiva, falso, truffa edilizia aggravata dal fine di agevolare i clan. La vicenda di parco Obelisco in via Ripuaria, ricostruita dalle Fiamme gialle al comando del capitano Michele Ciarla comincia nel '90. Cè un terreno di cinquantamila metri quadrati che vale poco o niente. È sottoposto a due vincoli. Il primo, archeologico, perché è vicino allAppia antica; il secondo di tipo militare per la vicinanza con il radar di Licola. Il terreno appartiene però a una donna. È Eleonora Basso, moglie del boss Francesco Rea, a sua volta riciclatore del clan Mallardo. Messo in vendita. Contemporaneamente viene presentata la richiesta di concessione al Comune di Giugliano. Che non può però concedere lottizzazioni in quanto manca il piano regolatore. Il sindaco è Pasquale Basile, presidente della commissione edilizia che firma la concessione per la costruzione di civili abitazioni. Intanto la proprietaria vende a due società edili. Sono la Solemar (il presidente della cooperativa è il magistrato Giuliano Perpetua) e la Marenola '89. Partono i lavori di costruzione, ma intanto le due imprese edili, nel '93, chiedono una variante alla concessione edilizia del '90. Ottengono anche quella - per un "complesso turistico alberghiero" - sempre in mancanza di un piano regolatore e per giunta senza lurbanizzazione primaria (acqua, fogne). La commissione edilizia, presieduta dal sindaco Giacomo Gerlini, firma la seconda concessione. Ci sono anche gli assessori Pasquale Basile e Francesco Taglialatela, questultimo poi diventato sindaco a Giugliano. Concessioni impossibili per la mancanza del piano regolatore, ma anche per i vincoli. Eppure i lavori vanno avanti. E dietro gli imprenditori ufficiali ci sono quelli occulti, che riconducono al clan Mallardo prima e ai Nuvoletta di Marano poi. Vicende ricostruite dai pentiti (tra cui Gaetano Vassallo, ex affiliato ai Casalesi alleati dei Mallardo) che raccontano di summit segreti tra i boss del clan Mallardo, gli imprenditori, i dipendenti della pubblica amministrazione. La nuova fase è quella della vendita dellintero affare ai Nuvoletta di Marano e, tra il '95 e il '96, della richiesta di condono edilizio quando ancora le ville non sono state costruite. Cè un grosso furto, al Comune di Giugliano, spariscono migliaia di pratiche di condono. E poi rispunta quella di 105 richieste al parco Obelisco corredate da foto aeree truccate che riprendono ville già abitate. Tutto falso. Intanto il magistrato fallimentare si è dimesso da presidente della cooperativa edilizia, e cè una nuova società di costruzioni a gestire laffare. È "Lobelisco", che compra dalle due precedenti. I lavori finiscono solo sette anni fa, le villette vengono vendute a 300mila euro. Rogiti fatti sulla base di concessioni ufficiali, ma che nascondono il groviglio di interessi tra pubblica amministrazione, camorra, imprenditori. (irene de arcangelis)