PORTOVESME. Il sindacato del settore chimico non perde l'occasione per tenere alto il livello della discussione, a livello regionale e nazionale, sui progetti strutturali a lungo termine che interessano il polo industriale di Portovesme. Dopo l'incontro del 15 ottobre scorso, che si è svolto a Roma sull'applicazione del Vpp, Cgil Cisl e Uil hanno inviato una richiesta di incontro all'assessore alla programmazione Giorgio La Spisa e all'industria, Andreina Farris per verificare, alla presenza dei sindaci di Gonnesa e Portovesme quali ostacoli debbano essere rimossi per consentire alla Portovesme srl di realizzare il parco eolico in aree di competenza territoriale dei due Comuni. Allo stato attuale Portoscuso ha lasciato libera iniziativa alla società del gruppo Glencore mentre l'ostacolo più consistente da superare è stato posto dall'amministrazione comunale di Gonnesa che non intende ospitare torri metalliche a distanza di 150 metri l'una dall'altra e soprattutto nelle vicinanze del nuraghe Sa Turrita e Murru Moi. Il sindaco Pietro Cocco, alla presentazione che si è svolta nei giorni scorsi nello stabilimento di piombo e zinco, è stato particolarmente esplicito: «In casa nostra diamo noi le indicazioni su dove dovranno sorgere le centrali eoliche e non siamo disponibili a ridurre il valore di un patrimonio archeologico del calibro di quello di Seruci». Con questo punto, a meno di voler proporre un duro braccio di ferro tra Regione ed ente locale, l'alternativa della fabbrica di metalli non ferrosi dovrà ripiegare su S'Acqua Sa canna con un progetto rimodulato. Del resto si tratta di spostare sulla carta di alcune centinaia di metri i tralicci dove dovranno essere piazzati gli aerogeneratori, ovvero in una zona che il Comune ritiene idonea per quell'iniziativa industriale. Intanto il sindaco Pietro Cocco, proprio per non ritardare i programmi e i progetti della Portovesme srl, ha dato mandato ad un professionista di predisporre un progetto per la rimozione dei vincoli nella zona Sic (Sito ad Interesse Comunitario) dove ritiene possano essere sistemate le turbine per produrre energia elettrica con il vento. «Ancor prima che Portovesme srl presentasse il suo piano - ha precisato Pietro Cocco - l'amministrazione comunale aveva dato incarico ad un professionista di rimuovere i vincoli che potrebbero ostacolare l'installazione degli aerogeneratori. Flora e fauna saranno tutelati in tutta l'area anche in presenza delle torri metalliche. L'amministrazione comunale, come già affermato in altre occasioni, ha accolto le richieste della Portovesme srl ma ha anche interesse a salvaguardare tutto il patrimonio archeologico della Valle dei Nuraghi. «Forzare la mano per pregiudicare il turismo culturale è un grave torto alle future generazioni. Tra industria e turismo, dicono gli enti locali, non devono esserci contrasti. Siamo convinti di avere trovato la soluzione ottimale perché possano convivere le due iniziative. Perché rinunciarci?».