Una scena inedita nel fregio scoperto dallarcheologo svizzero Moret Un fregio dai colori sgargianti che danno luce a una scena dominata da piccoli, grandi attori. Un fregio con figure di nani è la straordinaria scoperta venuta alla luce durante i recenti scavi ad Ostia Antica. Sarà presentata oggi al Museo nazionale romano, nella sede di palazzo Massimo in piazza dei Cinquecento. Straordinaria perché nella pittura romana è rarissimo trovare rappresentazioni di questo soggetto. E perché si tratta di un unicum anche rispetto alle raffigurazioni analoghe del Rinascimento e del Seicento - dalle nane ancelle della corte Gonzaga nella Camera degli sposi a Mantova alle Meninas del re di Spagna nel dipinto di Velázquez al Prado, fino ai buffoni di casa Farnese Arrigo Peloso, Pietro Matto e Amon Nano nella tela di Agostino Carracci a Napoli - poiché i nani di Ostia antica sono protagonisti di una festa che ha anche connotazioni teatrali, ma che è soprattutto una cerimonia religiosa. Linterpretazione del ciclo di affreschi sarà svelata oggi (ore 17, ingresso libero) dallo studioso che ha fatto la scoperta, il professor Jean-Marc Moret, dopo lintroduzione del soprintendente di Roma Angelo Bottini che spiega: «È una scoperta eccezionale, frutto della collaborazione vitale tra la Soprintendenza di Ostia e lUniversità di Lione. Il nostro impegno è a far sì che questi dipinti siano al più presto esposti al pubblico, naturalmente a Ostia antica». La scoperta dellarcheologo svizzero e della sua équipe delluniversità di Lione è stata fatta durante gli scavi nella Casa dei Bucrani eseguiti tra 2005 e 2007. La dimora è stata rinvenuta sette anni fa nel quartiere di Porta Marina, sotto ledificio della Schola di Traiano, e si inserisce nella fase edilizia più antica di questo settore della città, intorno al 60 avanti Cristo. Secondo gli archeologi, la domus dei Bucrani apparteneva sicuramente a esponenti della più alta aristocrazia romana. «Lo testimoniano - dicono - leccelsa qualità delle decorazioni ad affresco, stucco e mosaico, paragonabili a quelle delle coeve domus presenti sul Palatino». Dalla casa di Augusto agli affreschi della Farnesina, ai nani del fregio di Ostia, ci troviamo insomma di fronte a un capitolo tanto importante quanto ancora da approfondire della pittura romana. La sala che ospitava gli affreschi di Ostia era loecus, il salone della casa, ristrutturato dai padroni verso il 40 prima di Cristo. Dopo anni di paziente collage pescando i frammenti di intonaco tra gli strati di distruzione della casa, Moret e i suoi collaboratori hanno ridato corpo alla decorazione dominata da nani intenti in cerimonie religiose «con rituali che trovano precisi riscontri nel calendario delle festività della Roma antica». "Sacerdoti" più che buffoni, insomma. Anche se lallusione alla storia mitica di Roma passa attraverso una dimensione del grottesco che si rispecchia nella scena comica del teatro romano.