A QUARANTANNI di distanza, resta ancora un mistero la scomparsa della Natività di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, un olio su tela di 2 metri e 68 centimetri per un metro e 97 (nella foto), dipinto dall'artista nel 1609 poco prima della sua morte e il cui valore è stato stimato in 30 milioni di euro. Il quadro figura nella top ten mondiale delle opere d'arte rubate stilata dalla Fbi: uno s'fregio' al nostro patrimonio artistico consumato esattamente nella notte tra il 17 e il 18 ottobre del 1969, quando un commando mafioso trafug il dipinto a Palermo dall'Oratorio di San Lorenzo. Da quella notte gli sforzi per restituire questo capolavoro sono stati vani. Il generale Roberto Conforti, fino al 2002 comandante dei carabinieri della Tutela patrimonio artistico, in diverse occasioni aveva sottolineato che i suoi uomini davano la caccia ai ladri con lo stesso impegno con cui si cerca un latitante famoso. Il pentito Francesco Marino Mannoia, che ha confessato di essere uno degli autori del colpo, ha sostenuto che il quadro sarebbe andato distrutto, ma per i carabinieri del Tpa si sbaglia. Probabilmente si confonde con il furto di un altro dipinto messo a segno nella stessa epoca, in una chiesa nei pressi dell'Oratorio. Secondo le indagini il furto sarebbe stato gestito da un personaggio di spicco della mafia cosidetta perdente. I carabinieri hanno ricostruito il percorso del dipinto dal 1969 al 1981. Dopo aver tentato per tre volte di venderla, la tela sarebbe stata seppellita nelle campagne di Palermo, insieme a cinque chili di cocaina e ad alcuni milioni di dollari. Ma a tuttoggi nessuno sa che fine abbia fatto il prezioso Caravaggio. Così il proprietario di un falso d'autore della Natività, con tanto di certificato di Pitti Arte Firenze, si è offerto di donare l'opera (un dipinto del 2000 di Stefano Pessione) ed esporla nel luogo dove il capolavoro di Caravaggio è stato trafugato.