Il Fai - Fondo per l'Ambiente Italiano - sbarca in forze a Venezia con rappresentanti e sostenitori per lanciare da una città-simbolo per la cultura e l'ambiente la sua campagna nazionale per la difesa del paesaggio italiano, che si è appena avviata. Ma, riunito a Palazzo Ducale per la giornata di apertura, si imbatte nelle imbarazzanti maxipubblicità che pullulano tra Palazzo dei Dogi e area marciana ed esprime, con la sua presidente nazionale Giulia Maria Crespi, tutta la sua indignazione per lo scadimento dell'immagine della città provocato da queste scelte. «La tutela dei monumenti e del patrimonio artistico italiano - dichiara il presidente del Fai - dovrebbe essere un preciso impegno del Governo e dello Stato, che invece dedica ad essa pochissime risorse. Posso capire perciò le difficoltà del Comune di Venezia, alle prese, oltretutto, come altri, con la riduzione dei fondi dell'Ici sulla prina casa e della Legge Speciale. Ma non si può per questo svendere e compromettere l'immagine di Palazzo Ducale e dei monumenti di San Marco con queste orribili maxipubblicità, che non sono neppure di sponsor, ma che testimoniano solo l'affitto di facciate monumentali come spazi pubblicitari. Trovo incredibile che la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia possa aver autorizzato una simile operazione. Oltretutto, mi si dice, a prezzi davvero modesti. Quando abbiamo visto con la delegazione del Fai questo spettacolo, siamo rimasti senza parole». Per Giulia Maria Crespi il rischio - con l'uso delle maxipubblicità - è quello di compromettere l'immagine della città, ma anche la sua stessa economia. «Se si diffonde per il mondo l'idea che oggi è questa l'immagine di Venezia - spiega - ne può risentire anche il turismo e possono essere a rischio molti posti di lavoro. I fondi per i restauro vanno chiesti con maggior forza allo Stato». Replica l'assessore al Patrimonio e Lavori Pubblici Mara Rumiz: «Neanche a noi del Comune queste maxipubblicità piacciono, ma non ne possiamo fare a meno, perché di questi soldi, che non sono pochi, abbiamo bisogno per il restauro di questi stessi monumenti. Quello che dobbiamo cercare di fare, in accordo anche con la soprintendente Renata Codello è convincere le aziende, nel loro stesso interesse - visto l'eco negativa di questi poster - a farsi pubblicità in modo più discreto, come è avvenuto per la facciata di Ca' Rezzonico con la Replay». Intanto il Fai ha lanciato la sua campagna nazionale di raccolta fondi (2 euro inviando un Sms al 48548) per il recupero del Bosco di San Francesco ad Assisi, divenuto di proprietà del Fondo. Appuntamenti oggi anche a Venezia, come riferiamo a parte.