Sopralluoghi di ingegneri e architetti, telefonate a catena, gruppi su facebook: nessuno abbandona la Madonnina di Monte Mario. «Ecco, la Madonnina ha già compiuto di nuovo il suo miracolo: nerché Lei è parte della nostra città, sostiene le nostre scelte, ora come allora, come nel 43», racconta don Savino Lombardi, provinciale degli Orionini. La Madonnina con le braccia spezzate è stesa sul prato del centro Don Orione, sulla Camilluccia, oggi ci sarà un ulteriore sopralluogo da parte dei restautori della Sovrintendenza ai Beni culturali di Roma, «e noi stiamo per istituire una commissione interna, composta da tecnici e ingegneri per studiare tutte le modalità del restauro, dai materiali al nuovo bozzetto, perché torni lassù il prima possibile, dove i romani sono abituati a vederla e pregarla da mezzo secolo», aggiunge don Savino che ha già lanciato anche una sottoscrizione, con conto corrente e causale, per raccogliere i fondi per gli interventi di restauro. «Sarà un lavoro lungo e delicato - spiega il sovrintendente Umberto Broccoli che di ogni passaggio tecnico ha già parlato con il sindaco - per un simbolo di Roma, e ripeto, non fa male a nessuno un'immagine della Madonna lassù, sopra le nostre teste, che vegli sulla città. Come minimo metteremo a disposizione la nostra professionalità, i nostri tecnici, i nostri mezzi: ed è giusto così per una simile istituzione diventata simbolo». Era la mattina di sei giorni fa, quando il temporale l'ha fatta venire gi e rotolare in fondo, tra un alto pino e la torretta della chiesa. Da allora è scattata unagara di solidarietà per salvare e riportare nella sua torretta la Madonnina di Monte Mario, voluta dai romani come voto per scongiurare il bombardamento della città. Il bozzetto, dopo aver raccolto oltre un milione di firme di romani e orionini, venne effettuato dallo scultore ebreo Arrigo Minerbi, che ha tratto le sembianze della Vergine della Sacra sindone ritenendo che il volto della Vergine dovesse in qualche modo avere i lineamenti di Gesù. Nessuno si tira indietro in questa gara di solidarietà: anche con l'assessore ai lavori pubblici, Fabrizio Ghera,, si sono fatte avanti una serie di ditte esperte nei restauri, «potremmo anche arrivare a uno sponsor privato». E sul social networkin questi giorni si rincorrono messaggi, donazioni, idee, progetti per la Madonnina diventata un simbolo anche per chi non è romano, «perchè la Madonnina è di tutti, è preghiera, è fede, è un simbolo di partecipazione», racconta don Savino.