Il 70 delle autorizzazioni (nullaosta) richieste per realizzare opere nelle aree assoggettate a vincolo paesaggistico riguarda interventi di lieve entità (ad esempio: aperture di porte e finestre), che non incidono troppo sull'aspetto del paesaggio tutelato. Fino a oggi questi interventi minori erano sottoposti alla medesima, complessa, procedura delle opere di maggiore impatto (ad esempio: un nuovo edificio). Con la conseguenza di affogare di pratiche le amministrazioni: i comuni (che rilasciano i nullaosta) e le soprintendenze (che possono annullarli). Il codice dei beni culturali e del paesaggio ha perciò previsto che, mediante un regolamento di delegificazione, venisse semplificata la procedura per gli interventi di lieve entità, riservando la procedura ordinaria per le opere a maggiore impatto visivo. Per attuare la delegificazione il ministro dei Beni culturali ha nominato un gruppo di lavoro, composto da giuristi e tecnici, anche in rappresentanza di regioni e comuni, che ho avuto il compito di coordinare. Il gruppo ha lavorato nella consapevolezza che la tutela del paesaggio è compito della Repubblica, intesa come insieme concorde di Stato, regioni ed enti locali (articolo 9 della Costituzione) e facendo tesoro delle gravi difficoltà che incontrano le amministrazioni preposte alla tutela. Il ministro ha recepito integralmente il testo concordato in sede tecnico-istituzionale. Tale accordo dovrebbe favorire l'ulteriore iter del provvedimento in sede di Conferenza unificata: la tutela del paesaggio deve, infatti, esser tenuta fuori dalla pur legittima dialettica attualmente in corso tra Stato, regioni ed enti locali. Nel nuovo regolamento si sono seguite due direttrici complementari: l'individuazione di un elenco chiuso di 42 tipi di interventi di lieve entità (in modo da impedire furbizie e imporre uniformità di comportamenti in tutta Italia); la delineazione di una procedura più breve, semplice e integrata (tra urbanistica e paesaggio) per il rilascio o diniego dell'autorizzazione. La combinazione dei due strumenti assicura un mix tra l'esigenza di ridurre i passaggi burocratici e quella di assicurare un elevato standard di tutela. Le leve del regolamento oltre al numero chiuso dei tipi di interventi di lieve entità sono la concentrazione delle due istruttorie, a fini urbanistici e a fini paesistici (pur distinte per oggetto e finalità), e il rapporto equilibrato tra il potere di decisione dei comuni e quello delle soprintendenze (anche grazie all'eliminazione dell'andirivieni delle pratiche dagli uni alle altre). Il provvedimento si propone, inoltre, come primo segmento di una ritrovata collaborazione tra ministero, regioni ed enti locali, collaborazione che deve proseguire nell'immediato con l'avvio effettivo in tutte le regioni della copianificazione. Il codice prevede, infatti, che i piani paesaggistici debbano esser redatti in collaborazione obbligata tra Stato e regioni. I piani sono indispensabili per dare a tutto il paesaggio significativo una disciplina di tutela puntuale e specifica, che stabilisca, per ogni zona, se e quali interventi sono ammissibili. Una volta approvato il nuovo regolamento, si potranno migliorare l'articolo 46 del codice, che disciplina le autorizzazioni paesaggistiche ordinarie (gli interventi liberi), e l'articolo 149, che disciplina le esenzioni. Questo camminare insieme incontrerà sulla sua strada è facile prevederlo numerosi nemici, di varie specie: dai deregolamentatori selvaggi, ai talebani del paesaggio (che vorrebbero fosse vietato sempre e comunque qualsiasi intervento), a quelli che mirano a rinviare all'infinito, ancora una volta, l'entrata in vigore del sistema di autorizzazioni previsto dal codice, ora completato dal regolamento. I nemici delle riforme amministrative sono sempre in agguato. Tutti insieme, forse, possiamo batterli. Ordinario di tutela del paesaggio - Università di Roma La Sapienza
TUTELA DEL PAESAGGIO - Salvaguardia assicurata solo da un fronte comune
Il governo ha deciso di semplificare la procedura per l'autorizzazione alle opere di lieve entità nelle aree assoggettate a vincolo paesaggistico. Il nuovo regolamento prevede l'individuazione di un elenco chiuso di 42 tipi di interventi di lieve entità e una procedura più breve e semplice per il rilascio o diniego dell'autorizzazione. Il regolamento si propone come primo segmento di una ritrovata collaborazione tra ministero, regioni ed enti locali. La tutela del paesaggio è compito della Repubblica, intesa come insieme concorde di Stato, regioni ed enti locali, e il nuovo regolamento dovrebbe favorire l'ulteriore iter del provvedimento in sede di Conferenza unificata.
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