Cagliari, 16 Ottobre 2009 - Sulla Sardegna non si sta per abbattere uno Tsunami di cemento. Limmagine della catastrofe naturale è riecheggiata nelle parole con cui il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, insieme agli assessori dellUrbanistica e della Programmazione, Gabriele Asunis e Giorgio La Spisa, hanno commentato - in una conferenza stampa in Consiglio regionale - le ultime fasi del dibattito in Aula conclusosi con lapprovazione del disegno di legge di rilancio delledilizia. Il Governatore è partito proprio da questo punto, cioè dalla reale portata del provvedimento varato il 16 ottobre dallAssemblea. Capisco che è un po entrato nel linguaggio per unesigenza di semplificazione il titolo Piano Casa, ma noi abbiamo spiegato da subito - ha ricordato - che si tratta di una legge che punta a rilanciare un settore importante per leconomia isolana e da tempo in sofferenza, quello delledilizia, perché il "Piano casa" vero e proprio sarà ben altro. Ma al di là di questo aspetto, mi auguro che, con la conclusione delliter in Consiglio, cessino le strumentalizzazioni e le mistificazioni con lopposizione ha cercato di lanciare un messaggio del tutto falso e fuorviante. Non abbiamo fatto assolutamente - ha aggiunto - una legge che portera a "colate di cemento" sulle coste e in tale aree o zone di pregio del nostro territorio. Con questa legge, che e - lo ripeto - un tassello di un percorso e un programma di sviluppo economico-sociale della nostra isola, non ci sara nessuna devastazione ma una serie di interventi che puntano a recuperare e riqualificare il nostro patrimonio edilizio. E a riprova di cio e introduzione, per i casi di piccoli incrementi delle volumetrie, di un terzo passaggio di garanzia. Oltre allUfficio regionale del Piano Paesaggistico e alla Sovrintendenza nazionale dei beni paesaggistico-ambientali, abbiamo previsto listituzione di una Commissione regionale per il Paesaggio, che sarà composta da tre saggi di livello internazionale, che avranno lultima parola. Unaltra falsità segnalata dal presidente è quella sullintroduzione con la legge della possibilità di ampliamenti fino al 25 per gli alberghi: è una possibilità già prevista dalla legislazione vigente e noi abbiamo solo fissato una regola che vale per tutti, mentre nella passata legislatura sono state concesse deroghe che hanno portato ad ampliamenti per oltre un milione e 600 mila metri cubi, ma col sistema delle intese, cioè quelle a favore di pochi. Su questo aspetto è tornato anche lassessore Asunis, il quale ha osservato che la gran parte delle strutture ricettive dellisola rischiano ormai di finire fuori mercato proprio perché non hanno una serie di dotazione e servizi aggiuntivi (beauty-farm e fitness, sale congressi, etc). Purtroppo in queste ultime settimane e stato un continuo alzare il tirò a chi la sparava più grossa, come quando si è detto che con le nostre modifiche abbiamo violato il Codice Urbani. E esattamente il contrario e la legge approvata guarda soprattutto a quella che e la realtà economica della nostra isola, fatta di tante piccole e microimprese, a cui con questa legge diamo finalmente un po di ossigeno. Infine, lassessore della Programmazione è tornato sul significato del percorso avviato:labbiamo detto in campagna elettorale, labbiamo scritto nel nostro programma di governo ed e la nostra bussola. Quanto noi parliamo di sviluppo della Sardegna, noi guardiamo innanzitutto alla persona come valore assoluto. Sono tre le linee guida di questo progetto che deve sempre avere come valore di riferimento luomo:le intraprese (includendo in tale accezione le imprese e il lavoro), la cultura (come strumento indispensabile per migliorare la qualità della vita) e, per ultima, ma non tale in questa graduatoria di valori, il nostro ambiente-paesaggio-territorio. Un aspetto questultimo - ha concluso - al quale guardiamo con la massima attenzione anche perché solo preservandolo e valorizzandolo possiamo sperare di invertire la tendenza allo spopolamento e le previsioni demoscopiche che dicono che tra qualche decennio la Sardegna avrà poco più di un milione di abitanti. Un territorio, quindi, da difendere ma, soprattutto, da vivere. .