GIOVANI ARCHITETTI Ascoltate il nostro appello affidiamola a un concorso d'idee GESUÈ ARIGANELLO, MILTON BILIOTTI ALBA LAMACCHIA, SIMONE RUSCI La notizia è di quelle che rallegra i cuori: circa 1.600.000 euro a disposizione per sistemare piazza della Stazione. Un nodo fondamentale per la città, non a caso tutti gli strumenti urbanistici che si sono susseguiti negli anni lo hanno sempre evidenziato. Ora finalmente l'opportunità, data anche dal finanziamento regionale, di provare a risolvere l'annosa questione. È doverosa dunque un'attenta riflessione sulla specificità dell'intervento, che per sua stessa natura avrà un carattere molto forte e influenzerà la quotidianità di tutti noi. Sicuramente le professionalità all'interno della pubblica amministrazione hanno dato prova di essere solide e molto ben preparate, ma permetteteci di notare che non si tratta semplicemente di sistemare la viabilità o sistemare al meglio i posti auto di un parcheggio. Il tema è ben più ampio, ovvero si dovrebbe perseguire la ricostruzione organica di uno spazio urbano degenerato negli anni a mera fermata di autobus. Vi è l'opportunità di valorizzare l'ingresso in città, costituire un importante nodo di scambio tra trasporto pubblico e privato e soprattutto qualificare lo spazio "piazza" riconsegnandolo ai cittadini e non alle auto. La pubblica amministrazione sembra che abbia già scelto di svolgere internamente le progettazioni in ragione, del tutto legittima, di un contenimento dei costi. Ma spesso, e tendiamo a dimenticarlo, i costi non sono quelli, o non solo quelli, inerenti l'appalto: vi sono costi sociali importanti che non possono essere trascurati e soprattutto non debbono più esserlo. È necessaria dunque una mediazione. Molte pubbliche amministrazioni in Italia si sono trovate ad affrontare temi simili, e molte tra queste hanno scelto una procedura consolidata: il concorso di idee, col quale l'amministrazione, a un costo pari al solo importo dei premi, entrerebbe in possesso di numerose soluzioni progettuali confrontabili tra loro, messe a punto da progettisti provenienti da tutta Italia, tra le quali scegliere la più adatta per poi renderla esecutiva, questa volta sì, dai tecnici comunali. Si tratta di recepire le migliori risorse possibili per il miglior intervento possibile. Inizieremmo così anche a Grosseto, a trasformare i progetti a carattere urbano in occasioni costruttive di confronto progettuale, trasparenza e vera partecipazione civica. Ne abbiamo bisogno, tutti.