GLI INTERESSI DI TUTTI Giallorossi e biancazzurri aspettano i nuovi stadi. I primi andranno ad applaudire la squadra del cuore in una zona fra la Magliana e l'Aurelia, i secondi nei pressi della via Tiberina, almeno secondo i piani delle due società, che tentano disperatamente di far quadrare i bilanci, perché gli stipendi dei calciatori si sa, sono alti. Ma i dubbi si affollano: chi pagherà? Quale l'impatto ambientale? Chi costruirà le infrastrutture? E poi, l'Olimpico, che è del Coni, che fine farà? L'idea di partenza è che i club di calcio debbano avere il proprio stadio, con annessi piscine, negozi, alberghi, ristoranti. Altrimenti non ce la fanno. Il business deve essere più largo. È già accaduto, ad esempio, a Londra e può accadere anche a Roma. Gli enti locali sono d'accordo, ma i soldi li devono tirare fuori le società: almeno 800 milioni la Roma, almeno 300 la Lazio. Le aree scelte per i nuovi impianti fanno gridare allo scandalo gli ambientalisti. Sono terreni (privati) agricoli, in qualche caso ricchi di reperti archeologici, in qualche altro (la Tiberina) a ridosso del Tevere, a rischio idrogeologico, destinati ad ospitare le eventuali piene del fiume. Il piano regolatore dovrebbe essere cambiato? Ma si può, è giusto e quanto tempo ci vorrà? Il tema delle infrastrutture è altrettanto spinoso: strade, ferrovie leggere, parcheggi? Chi li pagherà? E «dove sono i progetti?», si è chiesto ad esempio il sottosegretario Francesco Giro. Non esistono per ora piani complessivi, calcoli sugli spostamenti dei tifosi: la domenica, anche il sabato, la sera? I fan della Roma li scarichiamo sull'Aurelia? E per il «vecchio » Olimpico, non basta osservare che è adatto all'atletica leggera (visto che questa prevede una sola manifestazione l'anno) né si dica che ci metteremo il rock o Vasco Rossi, ché dagli spalti si sentono pochino. Insomma, ci vogliono studi seri e risposte esaurienti da parte delle amministrazioni, territoriali e centrali affinché possano esprimere un parere anche i cittadini. Tutti, è ovvio, non solo i tifosi della Roma e della Lazio. Perché l'interesse da salvaguardare sarà quello della cittadinanza e se Comune, Provincia e Regione e Governo tireranno fuori bei soldoni, questi non potranno essere spesi solo per risanare le casse private delle due società sportive.