Storia e urbanistica - Beni culturali, arrivano i privati Bando per la gestione di 21 siti archeologici che ora sono chiusi Si chiama «Roma segreta dalla A alla Z». Un nome quasi da guida turistica per la delibera (approvata nell'ultima seduta dall'aula Giulio Cesare) che costituisce il primo esperimento di gestione pubblico- privata di alcuni siti archeologici e monumentali, che permetterà di aprire con regolarità a romani e turisti luoghi altrimenti inaccessibili. Ma le lettere dell'alfabeto hanno un senso perché sono 21 i luoghi inseriti nel documento: vanno dal teatro di Marcello alla «Insula Romana » sotto Palazzo Specchi in via San Paolo alla Regola fino alla Villa di Plinio nella pineta di Castelfusano. «Si tratta di creare un modello afferma il primo firmatario Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura che incrementi la fruizione dei siti archeologici e monumentali. E così Roma è la prima città che sperimenta la "sussidarietà", ovvero un sistema pubblico privato per valorizzare e animare luoghi e spazi archeologici ». E con una mozione il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici approva il vincolo posto dalla sovrintendenza sull'Agro romano e auspica che la tutela «possa essere estesa ad altri ambiti territoriali», mettendo così a rischio il Piano regolatore. Ventuno siti per scoprire la città «segreta» Sì alla delibera che prevede la gestione mista pubblico-privato per garantirne l'apertura Si chiama «Roma segreta dalla A alla Z». Un nome da libro (quasi da guida turistica) per il primo esperimento di gestione pubblico-privata dei siti archeologici o monumentali. Considerare le 21 lettere dell'alfabeto, però, ha un senso: perché altrettanti sono i luoghi finora quasi inaccessibili, o aperti solo occasionalmente su prenotazione, che diventeranno visitabili tutti i giorni, anche e soprattutto per i romani, come qualsiasi altro luogo turistico della città. Vanno dalla villa di Plinio nella pineta di Castelfusano alla «Casa protostorica» di Fidene, per citare quelli immediatamente nei pressi della città, fino ai centralissimi Teatro di Marcello e Portico d'Ottavia, all'Acquedotto Vergine in via del Nazzareno, all'Auditorium di Mecenate in largo Leopardi. L'elenco completo è riportato nella colonna a fianco, e dai nomi stessi si può notare l'importanza del sito o del monumento: come la meravigliosa «Insula romana» sotto palazzo Specchi, in via San Paolo alla Regola, dove sarà così più facile scoprire queste antichissime abitazioni con i loro magazzini che scendevano verso il Tevere, o la bella camminata tra via Montanara e il portico d'Ottavia lungo il teatro di Marcello. La delibera, di iniziativa consiliare ed approvata a maggioranza (29 sì e 5 astenuti) nell'ultima seduta dall'aula Giulio Cesare, istituisce, infatti, un «circuito sperimentale per favorire la valorizzazione dei siti archeologici inseriti nel contratto di servizio con la società del Campidoglio Zetema, tramite il coinvolgimento dell'associazionismo e della imprenditorialità culturale presente sul territorio cittadino». Firmata per primo dal presidente della commissione Cultura Federico Mollicone si propone «di creare un modello culturale così è scritto nel documento che incrementi la fruizione dei siti archeologici e dei monumenti di pertinenza della sovrintendenza », ed è approvata sia dall'assessore alla Cultura Umberto Croppi che dal sovrintendente Umberto Broccoli, che ha espresso il suo placet anche nella proposta consiliare. E si passa attraverso Zetema perché è la società che ha la gestione operativa dei beni culturali del Comune: il bando aperto ad associazioni culturali o meno e a cooperative di archeologi sarà pronto entro dicembre e con l'arrivo del 2010 partirà l'esperimento. «Roma è così la prima città d'arte - afferma Federico Mollicone - che sperimenta la 'sussidarietà', ovvero un sistema misto pubblico-privato per aprire, valorizzare e animare luoghi e spazi archeologici. L'obiettivo - aggiunge - è di aprire quasi tutti i giorni della settimana luoghi finora accessibili solo con prenotazione: vi sarà la possibilità di fare visite guidate gratuite con un eventuale pagamento del biglietto, la cui cifra sarà ovviamente stabilita di comune accordo con il Campidoglio». E con «Musei in scena», l'istituzione di spettacoli all'interno dei musei, «stiamo andando - conclude Mollicone - verso la creazione di un tessuto culturale che non può prescindere dai privati, ma con grande trasparenza, perché tutto è assegnato con bandi pubblici». Una novità che mette in un certo senso d'accordo maggioranza e opposizione in aula Giulio Cesare: «È un esperimento positivo spiega Giulio Pelonzi (Pd) - Si coinvolgono associazioni e cooperative che hanno i requisiti adeguati nella valorizzazione di siti monumentali 'leggeri', nel senso che non hanno bisogno di grande attenzioni tecnologiche, ma della cura di professionisti. Così torneranno a vivere e a costo zero per il Comune si restituiscono alla città luoghi altrimenti chiusi». «È un problema sia morale che economico - conclude il deputato del Pdl Fabio Rampelli Nei nostri programmi già da tempo abbiamo inserito questa che è una soluzione strategica per mettere a frutto l'enorme patrimonio monumentale e artistico che c'è in Italia, che il pubblico non riesce né a mantenere né a gestire in maniera adeguata».
Il Mibac approva una mozione che sancisce i vincoli sull'Agro romano
Il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici ha approvato un bando per la gestione di 21 siti archeologici e monumentali a Roma, che saranno aperti con regolarità a romani e turisti. Il bando prevede la gestione mista pubblico-privata, con la partecipazione di associazioni culturali e cooperative di archeologi. L'obiettivo è di aprire quasi tutti i giorni della settimana luoghi finora accessibili solo con prenotazione, con visite guidate gratuite e pagamento del biglietto. L'esperimento è stato approvato con maggioranza e si tratta di un modello culturale che incrementi la fruizione dei siti archeologici e dei monumenti.
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