Il sindaco Matteo Renzi convoca i parlamentari e i capigruppo di Palazzo Vecchio per discutere di legge speciale. L'incontro si terrà lunedì dalle 13.30 alle 15 in Comune. «In questi ultimi mesi scrive Renzi nell'invito, recapitato giovedì sera via email si è molto discusso della possibilità di realizzare un'iniziativa legislativa speciale per la città di Firenze. Come noto la proposta ha ricevuto l'autorevole avallo del Presidente del Consiglio dei Ministri, Berlusconi e ancora negli ultimi giorni è stata ripresa dai sottosegretari alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti e Gianni Letta». D'altro canto «questa proposta è stata portata all'attenzione dei cittadini fiorentini anche dal programma della coalizione che ho l'onore di guidare e che ha vinto le recenti elezioni amministrative. La città di Firenze ha dunque un'occasione irripetibile di unità e sviluppo che vorremmo cogliere anche grazie al Tuo aiuto». La convocazione è stata giudicata un po' tardiva dai parlamentari del Pdl, che fra oggi e domani si riuniranno per decidere come muoversi; «come se Renzi non avesse tanta voglia di farlo, questo tavolo», dice uno di loro. E se gli animi pidiellini si erano un po' rasserenati nei giorni scorsi, ora c'è chi è tentato di non presentarsi affatto. A svolgere la funzione di mediatori ci sono il coordinatore regionale del Pdl Massimo Parisi e il deputato Gabriele Toccafondi, che chiedono al partito unità per il bene di Firenze. Pare invece che altri, come il senatore Achille Totaro, che aveva già detto il suo no alla legge speciale per poi ripensarci, siano tornati su posizioni più barricadere. Il collega Paolo Amato da sempre invece chiede che il confronto parta dalla sua proposta di legge speciale presentata a Palazzo Madama. E non è detto che i parlamentari fiorentini del Pd saranno così solleciti nell'aiutare il sindaco a organizzare quella lobby necessaria per far passare il provvedimento in parlamento nella maniera più rapida possibile. Lapo Pistelli per esempio non sa se ci sarà. Michele Ventura invece sì, anche se invita alla cautela, perché nella nuova finanzaria di soldi extra, dice, «non ci sarà un euro ». «Bisogna vedere come Renzi articola la proposta, però io vado lì con spirito costruttivo. Non deve essere solo uno spot, bisogna vedere le reali disponibilità». Se per esempio il sindaco, dice Ventura, dovesse chiedere di far restare a Firenze più soldi che ora se ne vanno via in tasse a Roma dalla vendita di biglietti nei musei statali, «si aprirebbe un problema con le altre città. Nella condizione di Firenze ci sono anche altre città e il parlamento è il parlamento di tutta la Repubblica. Io sono un po' contrario a queste riunioni dove sembra tutto già fatto», mentre invece c'è ancora molto da lavorare, trasversalmente. Come già accaduto tempo fa sull'auditorium del Maggio. D. A.
FIRENZE - Legge speciale: Matteo chiama. Chi risponde, chi no
Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha convocato i parlamentari e i capigruppo del Comune per discutere di una legge speciale per la città. La proposta è stata avanzata da Renzi in questi mesi e ha ricevuto il sostegno del Presidente del Consiglio dei Ministri, Berlusconi. I parlamentari del Pdl hanno espresso scetticismo sulla convocazione, considerandola tardiva. Alcuni, come il senatore Achille Totaro, hanno ripensato la loro posizione e altri, come il deputato Gabriele Toccafondi, chiedono unione per il bene di Firenze. Il Pd ha espresso scetticismo sulla possibilità di aiutare il sindaco a organizzare la lobby necessaria per far passare il provvedimento in parlamento.
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