Parco Sempione Via libera dall'assessore, ora si cercano i fondi Un tunnel unirà la struttura con il vecchio museo Il mare a Milano. Era il 1906, la città si preparava a ospitare l'esposizione internazionale e, per l'occasione, il Comune fece costruire l'Acquario civico. Pesci da tutto il Mediterraneo e un ristorante sul tetto. Il bistrot scomparve, ma la struttura di viale Gadio (l'unica) continuò a vivere e a ospitare i milanesi. Ancora oggi è uno dei musei più amati della città. E ora, per il 2015, vuole raddoppiare. Con una nuova torre (e un nuovo roof bar ) nel cuore del parco Sempione. Un «acquario bis» innovativo ed eco-compatibile. Nel segno della prossima Expo: «Energia per la vita». Una «medusa» al parco Sempione. Trasparente, ecologica, poco invasiva (non supera i 30 metri, cioè l'altezza dei palazzi prospicienti). E unita al vecchio acquario grazie a un tunnel sotterraneo. L'hanno progettata gli studi di architettura De Amicis Guffanti, d'accordo con il direttore dell'Acquario, Mauro Mariani. Ecco come sarà: i primi dieci metri liberi, vuoti. Solo le «zampe» della medusa che favoriscono la visuale verso l'Arena e la rampa pedonale per entrare nel museo poggeranno a terra. Gli altri 20 metri, per una superficie complessiva di 2.500 metri quadrati, ospiteranno tre piani di vasche espositive (curve) e uno (l'ultimo) dedicato al ristoro. E, in più, un bookshop, una vasca circolare visibile anche all'aperto, altri tre piani interrati per i laboratori di ricerca. La superficie: lamelle di vetro per dare un'immagine di leggerezza. Come una medusa che sbuca dal verde del parco. «L'impianto estetico è importante sottolinea l'architetto Luigi Maria Guffanti ma sia chiaro: non si butta giù nemmeno un albero». Questione non da poco: l'area individuata per la costruzione, compresa tra l'Arena e via Legnano, è attualmente destinata a prato. Pesci da tutto il mondo. A Milano, la città senza mare che più ama il mare: ha il maggior numero di sub, di negozi specializzati, di imbarcazioni immatricolate e di patenti nautiche. Niente delfini («è una scelta etica») e un impianto iper-tecnologico che dovrebbe abbattere i costi di alimentazione. Impatto zero, emissioni zero. Una macchina energetica. Che, a seconda del grado di tecnologia utilizzata al suo interno, «può arrivare a costare dai 30 ai 50 milioni di euro», sottolinea l'architetto Giacomo De Amicis. Lo scoglio l'unico è questo, il finanziamento. Perché da parte dell'assessorato alla Cultura, da cui l'Acquario dipende, è arrivato un deciso sì alla nascita della Medusa: «Il progetto è coerente, corrispondente e creativamente compatibile alle mie strategie ha spiegato l'assessore Massimiliano Finazzer Flory e sono in sostanza favorevole » . Via libera. E caccia ai fondi. Dagli sponsor al project financing. Ma bisogna fare presto: per costruire la Medusa servono almeno due anni. I progettisti sembrano fiduciosi: «Milano merita un nuovo acquario». A. Sac.