Allinizio Danilo Rea era scettico. Sebbene avesse registrato, con i Doctor 3, una versione della Canzone dellamore perduto che, progressivamente, si trasformava nella Canzone di Marinella, il pianista vicentino riteneva impossibile togliere la parola al repertorio di De Andrè e fare della sola musica materia dimprovvisazione jazzistica. «Fu Dori Ghezzi - racconta Rea, stasera al Festival della Creatività con il suo assolo in omaggio a Faber - ad insistere affinché io e gli altri musicisti ci impadronissimo di tanta spericolatezza, convinta che loperazione avrebbe avuto una sua forza. Il progetto non andò in porto in quella versione, ma ha mosso i suoi primi passi oltre tre anni fa in un mio assolo a LAgnata, la tenuta dove De Andrè ha vissuto il suo periodo sardo». Da allora il viaggio allinterno del mondo di Faber è cresciuto, maturato nellestro di questo jazzista che ha fatto della melodia il punto di partenza di tutta la sua arte. «La melodia, appunto - dice - il senso melodico di De Andrè e così acuto da aver prodotto musiche perfettamente a se stanti, indipendenti rispetto al testo. Ma allo stesso tempo, così legate alle parola da evocarla subito. La parola non cè, in questo concerto, ma è come se ci fosse, perché è dentro di noi. Dentro di me, che sono cresciuto ascoltando Fabrizio e che, in questo mio viaggio allinterno della sua musica, ho scelto pezzi daffezione che hanno segnato la mia vita: da Bocca di rosa a Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers a Pescatore». Il lavoro su questi capolavori è lo stesso che Rea ha applicato alle incursioni in altri territori musicali, come le arie dopera: «Ho studiato in profondità larmonia originale di ogni pezzo, sono partito dalla potenza tematica distaccandomi poi, con sempre maggiore forza, dalla metrica e maturando un mio segno. Senza tradire la melodia attraverso manipolazioni esagerate: questo rispetto mi è stato insegnato dal lavoro con tanti cantanti come Mina, Baglioni, Mannoia». E lultimo giorno per il Festival della Creatività che, venerdì sera, ha raggiunto quota 15 mila visitatori (ancora non si hanno cifre sullafflusso diurno): tra gli eventi in programma oggi, un bar camp sullUrbanistica a Firenze introdotto da Matteo Renzi (Padiglione Spadolini, ore 11; ieri il sindaco ha partecipato al dibattito «Creiamo un parco della Piana» rispondendo alle domande dei presenti sulle linee guida del suo governo). Alle 11.30 (Cavaniglia) proiezione di Luci della città di Charlie Chaplin accompagnata dal vivo dallOrchestra della Toscana, sul podio Timothy Brock; alle 16, al Caffè filosofico, Gustavo Zagrebelsky discute con Pier Paolo Portinaro e Sergio Caruso su «Stato e chiesa». Edward De Bono, teorizzatore del «pensiero laterale», presenta il suo «Manifesto della città del futuro» al Cavaniglia alle 17; alle 21 al teatrino Lorenese la cantante Dani Siciliano, nota per i suoi lavori elettronici, in Discovered: voce e pianoforte in un personalissimo viaggio nella discomusic. E alle 23.30, sempre al Lorenese, il NemEnsemble in un omaggio al minimalismo di Steve Reich.