IL PAESAGGIO URBANO Di cosa parliamo quando parliamo di paesaggio? E ancora: il progetto di paesaggio e la pianificazione urbanistica sono due operazioni separate o, soprattutto in alcuni casi, tendono addirittura a coincidere? A questi e ad altri interrogativi sulla complessità delle pratiche di paesaggio, proverà a rispondere Jordi Bellmunt, uno dei maggiori paesaggisti spagnoli, in tre lezioni che si terranno domani, martedì e mercoledì, alle 10, alla facoltà di Architettura in via Forno Vecchio. Bellmunt, docente allEtsab di Barcellona, vincitore di numerosi concorsi internazionali e finalista a quello per il nuovo Parco di Bagnoli, nonché consulente sui temi del paesaggio del Comune di Barcellona, da sempre interpreta la progettazione del paesaggio come parte integrante e strutturale del progetto urbanistico contemporaneo. Nei parchi urbani, parchi fluviali, waterfront, lapparente leggerezza dellintervento di architettura del paesaggio, la versatilità nel rielaborare e riqualificare i materiali urbani e ambientali dati, sono elementi fondamentali nella trasformazione e nella riqualificazione. Il protagonista è lo spazio pubblico aperto, le architetture a "volume zero", interpretate non come mera consolazione estetica o tampone al degrado urbano, ma come concreta occasione di rigenerazione urbana. Gli esiti, soprattutto in ambito europeo, sono evidenti. Il progetto di paesaggio reinterpreta interi quartieri, intervenendo, proprio come un progetto urbanistico, sul valore delle aree, sulla rendita urbana e sul suo "riposizionamento". In questo modo i valori ambientali, la ricerca estetica, gli studi sulla botanica, la ricostruzione non filologica di paesaggi perduti, diventano i nuovi materiali da costruzione della città, che prevalgono sugli indici di fabbricabilità, sulle volumetrie, sugli ampliamenti allinfinito. Un approccio di questo tipo fa apparire immediatamente anacronistiche e finte, anche dal punto di vista economico, opzioni come il "piano casa", che si sta spacciando, nella nostra Regione e nel Paese in generale, come occasione unica di rilancio economico e occupazionale. Mentre dovunque in Europa, anche nella Spagna culturalmente vicina, i progetti di paesaggio erodono le volumetrie, si riappropriano e ri-valorizzano gli spazi aperti residui, qui da noi lidea di sviluppo è ancora legata al consumo di suolo, allaumento di volume, al mattone, come se dagli anni '50 non fosse cambiato nulla. Le lezioni di Bellmunt dimostrano che lEuropa sta andando da tuttaltra parte.