il piano di recupero passa con il solo voto della maggioranza Protestano ambientalisti, Pd e Pcl. Tra il pubblico c'è chi ha inalberato striscioni polemici per oltre tre ore FINALE. È stato approvato dal consiglio comunale, venerdì sera, tra le proteste degli ambientalisti e di alcuni esponenti del Pd e del Partito comunista dei lavoratori, il Piano urbanistico ottimale inerente la "riqualificazione" dell'ex cava Ghigliazza. La sala del consiglio comunale è stata affollata da un pubblico numeroso che ha manifestato, pur in maniera ordinata, tutta la sua contrarietà al progetto tenendo appesi al collo manifesti di protesta. C'è chi è rimasto per tutto il tempo della discussione, protrattasi per più di tre ore, con i cartelli "Liguria come la striscia di Gaza senza bombe ma tutto asfalto e cemento", "Forse si sta esagerando", " Verde - Cemento", "No Speculazione", "La Repubblica tutela il paesaggio - articolo 9 della Costituzione Italiana". L'assenso al Puo è stato dato solo dalla maggioranza, che ha ribadito la necessità di intervenire su quell'area profondamente depressa e che darà alla città nuove strutture sia sportive che turistico ricettive ma anche pubbliche. I gruppi consiliari di opposizione, e quindi le liste civiche "Per Finale ambiente lavoro solidarietà, "Sìamo Finale" e il Partito comunista dei lavoratori, intorno alla mezzanotte dopo una lunga e articolata discussione che ha passato in rassegna i 13 anni di iter del progetto, partito nel 1996, hanno espresso voto contrario. Durissima è stata Simona Simonetti, capogruppo di "Per Finale", che ha sparato a zero sul progetto , affermando che non tiene conto neppure dei consigli dati dal Touring club che nel 2005, incaricato dall'amministrazione Richeri, aveva siggerito uno stop alle seconde case per evitare di ammazzare il turismo. «Non crediamo che per risanare il territorio occorra urbanizzare - ha esordito Simonetti - In questo progetto l'urbanizzazione viene motivata da buone intenzioni, tipo "con i 300 nuovi appartamenti avremo un palazzetto dello sport e un campo di calcio e una nuova caserma della finanza". Ma la realtàè che continuiamo ad aggiungere cemento anziché toglierne, come consiglierebbe di fare il buon senso e gli esperti interpellati dal Comune». Simonetti ha anche ricordato che lo studio di fattibilità fatto dall'architetto Busmann costò 500 milioni delle vecchie lire e in tutte e quattro le proposte elaborate il rapporto fra metri quadri destinati al privato era 55 per cento contro 45 mentre oggi quel rapporto è passato rispettivamente a 81 contro 19. Sia Simonetti sia Delia Venerucci, capogruppo di "Sìamo Finale" (Pd), affermano che nel Puo non esiste un calcolo sui costi della proposta di edificazione per verificare la fattibilità del progetto. «Anche la relazione tecnica dell'ufficio comunale dell'urbanistica dice che non c'è alcun elaborato che dimostri la necessità di costruire il volume proposto per garantire la fattibilità economica dell'intervento - ha detto Simonetti -. Per cui non conosciamo i costi effettivi». Critica anche Delia Venerucci che si è vista bocciare la mozione in cui chiedeva che venisse chiesta una Valutazione di impatto ambientale strategica. «Non si tratta di un aggiornamento del Puc ma quella che andiamo ad approvare è una vera e propria modifica con una variazione importante del confine dell'area che invade un'area Sic - ha detto -. Vogliamo che non venga costruito un metro cubo in più di quanto strettamente necessario». Matteo Piccardi, consigliere di minoranza del Pcl, ha sparato a zero: «Se i Verdi finalesi avessero onestà intellettuale e politica dovrebbero denunciare il comportamento scandaloso dei loro dirigenti in Regione. I nostri progetti per quelle aree, in combinazione col progetto Piaggio, avrebbero previsto un collegio studentesco, un polo di ricerca e industriale per energie rinnovabili e un impianto fieristico per prodotti biologici, altro che 300 nuovi appartamenti». Silvia Andreetto 18102009