intervista all'assessore all'urbanistica carlo ruggeri Le critiche di Della Seta? «Non conosce il percorso della legge, sono considerazioni espresse senza elementi sufficienti» Genova. «Equilibrio»è la parola chiave che l'assessore regionale all'Urbanistica, Carlo Ruggeri, ripete più volte per descrivere lo spirito della contestata legge sul piano casa che, a fine mese, approderà in aula. Assessore, non solo gli ambientalisti ma anche un senatore del suo stesso partito, il Pd, critica aspramente il disegno di legge sul piano casa. «Mi dispiace che il senatore Della Seta esprima critiche senza sapere qual è il percorso di questa legge e come evolverà». Già, quale sarà il risultato finale? «Sono certo che, alla fine, il consiglio regionale approverà una legge di grande equilibrio e che, per questo motivo, riceverà critiche sia da chi vuole costruire troppo sia da chi non vuole costruire nulla. Infatti, il nostro piano casa si colloca su una linea mediana. Lo scopo è quello di favorire le famiglie che desiderano una camera in più e le piccole attività edilizie, quelle artigianali. Parliamo di 20-30 metri quadrati in più di ampliamenti non certo di speculazioni immobiliari che interessano i grandi gruppi». In realtà, per gli immobili residenziali sotto i 200 metri cubi la percentuale di possibile ampliamento passerebbe, con le ultime modifiche, dal 30 al 60 per cento. «Su questo punto bisogna fare chiarezza. Il limite di ampliamento per un immobile di 200 metri cubi, ovvero un appartamento di circa 100 metri quadrati, resta fissato al 30 per cento. Sotto quella dimensione, c'è chi ha proposto di consentire comunque ampliamenti di 60 metri cubi. Che equivale al 60 per cento per un alloggio di 100 metri cubi, ma scende al 40 per cento per uno di 150 metri cubi». In molti vi accusano di essere stati più realisti del re, mettendo a punto una serie di prescrizioni ancora meno rigide rispetto a quelle indicate dal governo. «Non è così. Ricordo che quello in discussione non è il testo definitivo. A luglio abbiamo approvato in giunta un disegno di legge sul cosiddetto piano casa molto lontano da quello previsto da Berlusconi e che consentiva, davvero, ampliamenti generalizzati. Persino all'interno dei condomini, permettendo agli inquilini di acquistare dal vicino di casa le stanze da includere nel proprio appartamento». Eppure nel disegno di legge all'esame in commissione, i vincoli non sembrano così stringenti. «Ripeto: quello che stiamo esaminando non è il testo definitivo, ma un insieme di proposte frutto del lavoro di questi mesi: passaggi in commissione, audizioni di associazione di categoria e ordini professionali, emendamenti dei singoli consiglieri. Poi andremo in aula cercando una linea di equilibrio». Non sarà facile convincere gli ambientalisti. «In questi mesi abbiamo ricevuto critiche fortissime dalle associazioni dei costrutori e dalla Consulta dell'edilizia perchè abbiamo fatto la legge di salvaguardia della costa ed un'altra che impedisce di trasformare gli alberghi in seconde case. Ora gli ambientalisti ci attaccano sul piano casa. Segno che siamo sulla linea giusta, quella che media tra interessi contrapposti». Tra i punti più controversi, l'estensione della legge agli immobili produttivi e agli edifici oggetto di condono. «L'ipotesi di consentire alle imprese artigiane e agricole ampliamenti sino al 20 per cento non era presente nella stesura della giunta ma è stata introdotta in corso d'opera. Personalmente non mi sento, in tempo di crisi, di precludere ai piccoli imprenditori la possibilità di allargarsi. Certo, non parliamo di grandi insediamenti ma di capannoni sino a mille metri cubi». E sulla questione condono? «Forse sarebbe giusto fare una distinzione: un conto è condonare una veranda, un altro è condonare un edificio costruito abusivamente. Nel primo caso, una volta ottenuto il condono, il proprietario dovrebbe avere diritto a intervenire sull'alloggio come tutti gli altri». Quali rischi per parchi e centri storici? «Nei parchi costieri nessun ampliamento è possibile. Per il resto, non mi sembra giusto trattare in maniera diversa chi abita fuori e chi dentro i confini dell'area tutelata. Quanto ai centri storici, la Regione detta il quadro generale ma spetta ai singoli Comuni dire dove e in che misura gli interventi sono possibili e dove non lo sono, anche seguendo il buon senso». V. G.
LIGURIA - URBANISTICA. PIANO CASA. Non è il testo finale, troveremo un equilibrio
L'assessore regionale all'Urbanistica, Carlo Ruggeri, ha risposto alle critiche di Della Seta, un senatore del suo stesso partito, che ha espresso aspre critiche al disegno di legge sul piano casa. Ruggeri ha affermato che il piano casa si colloca su una linea mediana, favorendo le famiglie che desiderano una camera in più e le piccole attività edilizie, e non è destinato a favorire le speculazioni immobiliari. Ha anche spiegato che il limite di ampliamento per un immobile di 200 metri cubi è fissato al 30 per cento, e che ci sono proposte per consentire ampliamenti di 60 metri cubi per gli immobili di 100 metri cubi.
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