Il disegno di legge della Lombardia è stato impugnato da Legambiente di fronte alla Corte di giustizia europea NEANCHE il tempo di approvare il Piano casa che la Regione Lombardia si trova già coinvolta in un braccio di ferro di fronte alla Corte di giustizia europea, chiamata in causa da Legambiente. L'associazione gioca la sua carta contro quello che definisce «un Piano illegittimo» perché«non è stata fatta una Valutazione ambientale strategica (Vas), obbligatoria quando si prevedono delle modifiche ai piani urbanistici. E perché non sono previsti momenti di consultazione della cittadinanza». Secondo Legambiente «la Regione vuole dettare le regole dei Comuni in materia urbanistica, esautorando di fatto i piani di Governo del Territorio». E aggiunge che «non è derogando per 18 mesi alla normativa urbanistica che si rilancia il settore dell'edilizia». Ma il Pirellone tira dritto per la sua strada. Da ieri e fino all'aprile del 2011 i lombardi potranno ampliare del 20 gli edifici fino a 1.200 metri cubi di volumetria, ma anche demolire e ricostruire edifici residenziali (interi palazzi) con un "bonus" del 35. Nei centri storici, invece, si potrà intervenire soltanto per abbattere e ricostruire edifici che non rispettano le caratteristiche architettoniche del contesto. Quanto agli insediamenti industriali, la Lombardia ha imboccato una strada più restrittiva rispetto a quella della Liguria. Decidono i Comuni: toccherà ai sindaci consentire la demolizione e ricostruzione di capannoni industriali, con un ampliamento massimo del 30. È infine prevista la possibilità di intervenire nelle zone rurali per recuperare vecchie cascine. La Lombardia è una delle tredici regioni che, con al Provincia autonoma di Bolzano, ha già un Piano casa in vigore. Tra le regioni inadempienti figurano la Liguria (che però provvederà entro la fine del mese), il Friuli Venezia Giulia, la Campania, la Calabria e la Sicilia. "Sub judice", invece, le leggi regionali approvate da Lazio e Basilicata. Il governo ha impugnato entrambe perché impongono l'obbligo di redazione del cosiddetto fascicolo del fabbricato, un "libretto" sul quale è indicato nel dettaglio lo stato di conservazione dell'immobile. La stessa questione rischia di porsi in Campania e Sicilia, altre due regioni che sembrano intenzionate a richiedere il fascicolo. Scintille del governo anche con la Puglia per la norma che impone la costruzione di parcheggi pertinenziali di dimensioni proporzionali a quelle delle nuove edificazioni. Intanto il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto ha affermato nei giorni scorsi che il governo ha intenzione di riprendere il decreto relativo al Piano Casa, che modifica il Testo Unico dell'Edilizia. Decreto lanciato ad aprile ed interrotto dall'emergenza Abruzzo. Il Piano Casa, arenatosi per lo scontro sul conflitto di competenze tra governo e Regioni, si componeva inizialmente di un decreto legge di semplificazione e di un disegno di legge per la delega al governo della revisione del Testo Unico dell'edilizia, il cui iter è stato quasi subito bloccato. Secondo il Ministro Fitto le semplificazioni apportate al settore edile dal decreto legge potrebbero invece sbloccarsi nei prossimi giorni, insieme a una ripresa del dialogo con gli enti locali.
PIANO CASA. Tredici consigli hanno già deliberato. Lazio e Basilicata nel caos il quadro nazionale
La Corte di giustizia europea ha accolto l'impugnazione di Legambiente contro il disegno di legge della Lombardia per il Piano casa. La Regione Lombardia aveva approvato il piano senza effettuare una Valutazione ambientale strategica (Vas) e senza consultare la cittadinanza. Il piano prevede l'ampliamento degli edifici di 20% e la demolizione e ricostruzione di edifici residenziali con un "bonus" del 35% nei centri storici. Gli insediamenti industriali potranno essere demoliti e ricostruiti con un ampliamento massimo del 30%.
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