"Alla caserma Raniero un momento di follia, non unazione preordinata" Chiesti 2 anni e 8 mesi per i due funzionari. La difesa: "Hanno fatto il loro dovere" Un vero e proprio «momento di follia» ispirò la condotta dei poliziotti che nel pomeriggio del 17 marzo 2001 avevano trasportato allinterno della caserma Raniero oltre 85 giovani manifestanti scesi in piazza per contestare i lavori del Global Forum di Napoli. «Non credo a unazione preordinata» ha detto ieri il pm Marco Del Gaudio nella requisitoria chiusa con 21 richieste di condanna, 10 delle quali per sequestro di persona. «Ritengo però che la situazione sia sfuggita di mano», ha aggiunto il magistrato. E rivolto ai giudici della quinta sezione penale ha sottolineato: «Da questa sentenza i cittadini attendono di sapere se è lecito, per il nostro ordinamento, essere prelevati senza titolo dagli ospedali, trasportati in una caserma e rimanere trattenuti lì per ore, inginocchiati, picchiati, insultati. Si possono trasportare 85 persone in una caserma senza titolo e senza avvertire il pubblico ministero? No - è la risposta del pm Del Gaudio - e se voi, giudici, affermerete il contrario, succederà unaltra volta, prima o poi». Il pm ha chiesto per i due funzionari di polizia, Carlo Solimene e Fabio Ciccimarra, la condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione senza continuazione. Stessa richiesta, ma con la continuazione, per Raffaele Manna e Damiano Tedesco. Pena leggermente più lieve, 2 anni e 6 mesi è stata sollecitata per Pietro Bandiera, Michele Pellegrino, Francesco Incalza, Damiano Avallone, Paolo Chianese, Espedito Avellino. Questi dieci poliziotti devono difendersi dallaccusa di sequestro di persona, il cuore del processo, che nella fase delle indagini preliminari era stata ritenuta insussistente dal Tribunale del Riesame e dalla Corte di Cassazione. Due anni la richiesta per Francesco Adesso e pene comprese fra un anno e due mesi e un anno e tre mesi di reclusione per gli altri. Otto anni dopo i fatti, il processo di primo grado si avvia dunque alla conclusione. Per alcuni reati, come abuso dufficio, violenza privata e lesioni personali, è stata dichiarata la prescrizione alludienza del 21 gennaio scorso. E 10 dei 21 poliziotti rinviati a giudizio sono dunque già usciti dal processo. Altri invece, fra i quali Adesso, Manna e Tedesco, hanno scelto di rinunciare alla prescrizione accettando così il rischio di una condanna pur confidando nellassoluzione. Per la requisitoria è tornato in aula il pm Del Gaudio, che aveva coordinato le indagini insieme al pm Francesco Cascini, rilevando il pm Fabio De Cristofaro che aveva sostenuto laccusa durante il dibattimento. Prima di concludere, il pm Del Gaudio ha dato atto ai singoli imputati «di aver spesso fornito un contributo determinante alla lotta alla criminalità. Hanno avuto una vita che merita gratitudine - ha argomentato il magistrato - ed è dura la posizione del pm in questo momento. Ma il fatto è grave e appartiene al lavoro del pubblico ministero tirare le conclusioni». Ora la parola passa alla difesa. Afferma lavvocato Eugenio Cricrì, difensore di Solimene: «La Cassazione ha già detto che lipotesi di sequestro di persona è un reperto archeologico. Hanno fatto tutti il loro dovere, per primi i due funzionari». Si prepara a contrastare le tesi dellaccusa anche lavvocato Arturo Frojo, difensore di Ciccimarra. Lavvocato Sergio Pisani parla di «conclusioni generiche, dove non sono state analizzate le posizioni dei singoli» mentre lavvocato Sergio Rastrelli argomenta: «Il pm dimentica che il tribunale non ha il compito di riscrivere la storia e neppure la cronaca di quella giornata, ma solo di valutare eventuali responsabilità penali dei singoli poliziotti: nel dibattimento abbiamo già dimostrato che alla Raniero si svolsero solo legittime e doverose attività di polizia». (d. d. p.)