"Il teatro deve essere protetto Ci sono i tribunali per far valere le proprie ragioni" "I soci dellUnione? Nulla ci vieta di ospitarli, di tanto in tanto, in segno di amicizia" Il Petruzzelli non si tocca. Parola del sindaco Michele Emiliano che, in qualità di presidente della Fondazione lirico sinfonica, è intervenuto ieri sullultima querelle che ha investito il politeama. Ovvero la sorte del circolo Unione e dei suoi arredi, oggetto giovedì mattina di un trasloco interrotto a causa delle proteste di Giuseppe Romito, legale del Circolo, e del pool di avvocati della famiglia Messeni Nemagna che avevano chiesto anche lintervento dei carabinieri. Un episodio che Emiliano censura, senza lasciare spazio a equivoci: «Temo che il teatro, oggi più mai, debba essere protetto. Ci sono i tribunali per far valere le proprie ragioni». E il contratto di locazione del circolo Unione con i Messeni? «Non abbiamo lautorità di dare prosecuzione ad alcun contratto. Fino a prova contraria, il ministero per i Beni culturali ha esercitato il diritto di ritenzione del bene. E la Fondazione è stata individuata come soggetto affidatario, con tutti gli obblighi di tutela che ne conseguono». Parole che Emiliano pronuncia mentre al Dona Flor si lavora per la riapertura del locale. «Non credo proprio che apriranno. Non è possibile perché il Dona Flor non ha il titolo per occupare il luogo. Si parla di unimpresa, mi rendo conto, e in questa faccenda limbarazzo è reciproco ma non è immaginabile che lì apra al pubblico qualsiasi attività gestita da conduttori privati. Posso assicurare, tuttavia, limpegno per il raggiungimento di unintesa. Un tema che verrà discusso senzaltro in sede di consiglio di amministrazione». E qui una via duscita, posto che sia compatibile con lo statuto dellente lirico, potrebbe essere quella di una presa in carico formale dellattività da parte della Fondazione, che ne affiderebbe la gestione a La Cinque, la società che gestisce il Dona Flor, e che, attraverso il suo legale Raffaele Guido Rodio, rivendica ogni titolarità ad aprire lattività, ricordando lesistenza di un contratto daffitto e la disponibilità dei locali mantenuta negli anni. «Argomentazioni che - afferma Rodio - non possono certamente essere superate da un verbale di consegna, seppur autorevole, delle chiavi del Petruzzelli in favore della Fondazione». Ma tantè. A tutti Emiliano ricorda quello che definisce il rischio fugato di unassurdità di fondo. «Non era immaginabile che il teatro ricostruito con soldi pubblici fosse restituito ai privati e che gli fosse pure corrisposto in affitto. In questo senso, il protocollo dintesa del 2002 è un atto assurdo. Il ministero, daltra parte, ci ha invitato a non tenerne conto. Tanto che alla luce dellorientamento dellavvocatura dello Stato stiamo valutando di dare corso a uneventuale procedura di autotutela per la revoca della delibera consiliare che, a suo tempo, ratificò il protocollo dintesa. Una decisione che dovrà eventualmente prendere il consiglio comunale». E la sorte del circolo Unione? «Nulla ci vieta di ospitarli, di tanto in tanto, in segno di amicizia. Ma il Petruzzelli non tornerà sarà più la loro sede stabile». E mentre Vito Lacoppola, capogruppo comunale della Puglia prima di tutto, sposa le ragioni del Circolo dalla Regione, invece, Giacomo Olivieri dellItalia dei Valori chiede che quei locali possano essere fruiti dai cittadini.
BARI - "Né circoli né bar, il Petruzzelli è nostro". Emiliano allattacco: il protocollo del 2002 con gli eredi è un assurdo
Il sindaco Michele Emiliano ha espresso la sua posizione sull'ultima querelle che ha investito il Politeama, ovvero la sorte del circolo Unione e dei suoi arredi. Emiliano ha affermato che il teatro deve essere protetto e che ci sono i tribunali per far valere le proprie ragioni. Ha anche menzionato che il contratto di locazione del circolo Unione con i Messeni è stato sospeso e che la Fondazione lirico sinfonica è stata individuata come soggetto affidatario. Il sindaco ha anche espresso la sua preoccupazione per la riapertura del Dona Flor, che non ha il titolo per occupare il luogo.
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