Il Comune stoppa il maxi progetto nel cuore di Albaro Troppe case, troppo poco verde e assenza di parcheggi pubblici. Il Comune dice no a una grande operazione immobiliare ad Albaro. Lintervento è quello che riguarda lex vivaio Peirano di via Somalia, e i promotori del progetto, che prevedeva sei palazzine per 38 appartamenti extralusso più 128 box privati, sono nomi importanti. Nella società Bagliani Albaro srl siedono, infatti, assieme allimmobiliarista Carlo Bagliani, anche numerosi membri della famiglia di armatori Messina (non nuovi alla veste di costruttori) attraverso le società che ne detengono quote - Nicole srl e Stefem srl - oltre a Giuseppe Peirano, già proprietario dei terreni. La lottizzazione è stata resa possibile dal cambio di destinazione duso avvenuto sotto la passata amministrazione comunale. Contro il progetto si erano espressi i Verdi e uno dei molti comitati di cittadini nati di recente ad Albaro a seguito di unincredibile moltiplicazione di progetti di edilizia nelle residue aree verdi del quartiere. La società Bagliani si era di recente rivolta al Tar a fronte del silenzio del Comune alla sua istanza del 2007 per far partire il progetto. Il Comune (fonti dellamministrazione spiegano che la risposta non venne data perché gli standard erano fuori norma), ricevuta la notifica dal Tar ha affrontato il caso in giunta bocciandolo. Dei 9 mila metri quadrati oggetto dellintervento il regolamento urbanistico prevede che la metà siano destinati a verde e parcheggi pubblici, parametri che non sarebbero stati rispettati.
LIGURIA - Troppo cemento, poco verde bocciate le palazzine in via Somalia
Il Comune di Albaro ha fermato un grande progetto di edilizia nel cuore del quartiere, che prevedeva sei palazzine con 38 appartamenti extralusso e 128 box privati. Il progetto era stato autorizzato grazie a un cambio di destinazione duso avvenuto sotto l'amministrazione precedente. Tuttavia, i Verdi e molti comitati di cittadini hanno espresso opposizione al progetto, affermando che non rispettava i parametri urbanistici. La società Bagliani Albaro srl, che aveva promosso il progetto, aveva rivolto al Tar per far partire il progetto, ma il Comune ha bocciato la richiesta.
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