Sita frena: "Valuteremo se ci sono motivi per discutere" Unorchestra di 97 elementi mentre nelle opere in repertorio se ne impiegano 60 I sindacati del Teatro Comunale chiedono un incontro urgente alla presidenza del teatro, il sindaco Delbono, e alla direzione, il sovrintendente Tutino. «Valuteremo la richiesta, basta che ci siano dei motivi per discutere», risponde lassessore Luciano Sita che ha condotto le trattative con i sindacati, figura di mediazione tra loro e Tutino. Dopo la rottura degli ultimi giorni, quando il teatro ha rifiutato di pagare ad ottobre il previsto premio di risultato e lassemblea dei lavoratori ha bocciato la decisione allunanimità, si chetano almeno per il momento le acque. «È un tentativo di ricomporre il tavolo», dice Enrico Baldotto della Fials. «Vediamo se ci sono i termini per riprendere la discussione», aggiunge sullo stesso tono Stefano Gregnanin della Cisl. Toni più concilianti, quindi, forse perchè la posta in gioco questa volta è davvero alta. «In questa trattativa sono in ballo i posti di lavoro», dichiarava il comunicato di due giorni fa firmato da Sita e da Tutino. Laffermazione è suonata piuttosto dura. Sul banco degli imputati soprattutto l «organico funzionale», ovvero il numero di orchestrali stabilito dalla legge che portò alla trasformazione degli enti lirici in fondazioni. Quel numero, che raggiunge in molti teatri italiani le 120 unità, risulta ora sovradimensionato. Al Comunale di Bologna lOrchestra è composta da 97 elementi, nonostante il repertorio in cartellone non arrivi mai ad impiegarne più di 60. A questa considerazione, poi si aggiunge il mutato quadro nazionale: giovedì a Roma si riapre il tavolo per il contratto nazionale scaduto da tempo. Al confronto siederanno i sindacati, i rappresentanti del governo e lAnfols, lassociazione delle fondazioni lirico-sinfoniche, sempre più orientata a cambiare lassetto contrattuale delle orchestre, avvicinandosi ai modelli europei, dove le formazioni sono ad ingaggio. Al Comunale il piano proposto dalla fondazione prevede di risparmiare sul costo del lavoro abolendo progressivamente i premi aziendali. Si parte dai 450mila euro per il 2009 (derivati dal taglio del premio di risultato, appunto) per arrivare a un risparmio che raggiunge i 2,6 milioni di euro nel 2012. E questa, del resto, la condizione imprescindibile per non bruciare nel giro di neanche un anno i soldi che il teatro otterrà dal mutuo (15 milioni di euro) di cui il Comune stesso si è fatto garante. Tra le proposte futuribili che il teatro potrà fare ai lavoratori, anche quella di contratti di lavoro a tempo indeterminato ma part-time: una continuità di lavoro è assicurata, ma si viene pagati solo quando si suona.