MARCELLA AMADIO, CAPOGRUPPO IN CONSIGLIO COMUNALE DEL POPOLO DELLE LIBERTÀ Negli ultimi sessant'anni, la politica urbanistica del Comune di Livorno si è caratterizzata per scempi ed errori che hanno portato all'abbattimento dei migliori gioielli architettonici. Livorno, oggi, è una città che ha cancellato la propria memoria con una vera e propria furia distruggitrice. Dal cavalcavia che ha deturpato e nascosto le Terme della Salute, fino al "vile scambio", per dirla con i magistrati livornesi: così si riassume la scelta urbanistica dell'amministrazione comunale di cancellare, rovinandole definitivamente, le Terme della Salute. La convenzione tra il Comune di Livorno e gli imprenditori Bottoni e Cagliata deve essere annullata, o quanto meno rivista. A me sta molto a cuore la ristrutturazione delle Terme, ma assolutamente non mi interessa la costruzione di sei anonimi e brutti palazzi che niente hanno a che vedere con lo stile liberty. La convenzione è tutta a favore dei due imprenditori, e non dell'intera collettività. Nel 2007, proposi un sopralluogo nell'area per verificare la condizione in cui versava l'opera monumentale. Ebbene, lo scenario era di una vera e propria desolazione, con tappeti di siringhe, erba alta, edifici che cadevano a pezzi e, addirittura, con i pozzetti che coprivano le sorgenti ricoperti da cumuli di sacchi della spazzatura. In questi quarant'anni nessuno si è mai mosso: né il Comune di Livorno, né la Soprintendenza, né la magistratura». «Ha ragione, la magistratura, quando sentenzia che "l'atteggiamento di consapevole incuria dimostra che l'unico interesse della proprietà è quello di utilizzare un bene di interesse pubblico come vile merce di scambio per ottenere il permesso di costruire, e scaricando i gravosi oneri di restauro sull'amministrazione comunale". Bene fanno, quindi, i magistrati a chiedere alla Corte d'appello di Firenze di riformare la sentenza e di condannare gli imputati». «Il mio timore è che ci sia una reale volontà di mandare ancor più in rovina il complesso monumentale, così da poter ulteriormente costruire. Dinanzi a una simile prospettiva, il gruppo Popolo della Libertà da me presieduto ha ritenuto doveroso, oltre che a esprimere parere nettamente contrario, uscire dall'aula e non votare per esprimere al massimo la propria protesta».
LIVORNO - Quella convenzione va modificata non garantisce il restauro delle Terme
Marcella Amadio, capogruppo del Popolo della Libertà nel Consiglio Comunale del Popolo delle Libertà, ha espresso forte disapprovazione per la politica urbanistica del Comune di Livorno negli ultimi sessant'anni. Ha criticato la convenzione tra il Comune e gli imprenditori Bottoni e Cagliata per la ristrutturazione delle Terme della Salute, che secondo lei è tutta a favore dei due imprenditori e non dell'intera collettività. Ha ricordato che nel 2007 ha proposto un sopralluogo nell'area per verificare la condizione delle Terme, e ha descritto lo scenario come una "desolazione" con tappeti di siringhe, erba alta e edifici in cattive condizioni.
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