Nata l'associazione, in arrivo finanziamenti privati locali e nazionali MUSEI Docenti universitari, ex normalisti e del S. Anna insieme per far decollare questo grande progetto Il progetto degli Uffizi pisani ha imboccato la strada della concretezza. Quello che anni fa poteva sembrare solo un sogno, si sta traducendo in realtà. Il primo passo fondamentale è la appena costituita associazione degli Amici degli Uffizi Pisani, con tanto di consiglio direttivo. Il suo compito è di sostenere, promuovere e valorizzare con ogni tipo di strumento e risorse (pubbliche e private) il progetto fermamente voluto dal soprintendente di Pisa Guglielmo Malchiodi. E intorno a questa associazione, si sono già mossi imprenditori locali e nazionali, per sostenere economicamente il progetto. «Stiamo convogliando - ha detto Mauro Del Corso, presidente dell'associazione Amici dei musei e ora anche vicepresidente dell'associazione degli Amici degli Uffizi pisani (il presidente è Mario Pilade Chiti, docente all'Università di Firenze) - su questo progetto altamente innovativo nel suo recupero di identità storica, monumentale e urbanistica e di inaspettate possibilità gestionali, data la sua polivalenza, risorse non solo del settore pubblico (sempre più scarse e ridotte), bensì quelle di altri settori, nazionali e non, anche del privato, valorizzando al riguardo la grande notorietà e rilevanza del nome di Pisa attraverso i legami che essa può vantare: per nascita, formazione di studi, presenza professionale ed ogni altro tipo di rapporto». Già ci sono importanti adesioni, che presto saranno comunicate. «Anziché adeguarsi ad un atteggiamento rinunciatario - dice ancora Del Corso -, causa la carenza di risorse pubbliche, ed alla conseguenza e sempre pericolosa selezione delle progettualità da attuare e da verificare, più concretamente si è imboccata la via verso nuovi ambiti di risorse, per consentire alle varie iniziative progettuali in cantiere di trovare attuazione». Dell'associazione Amici degli Uffizi Pisani, costituitasi il 7 ottobre scorso davanti al notaio Gambini, oltre a Chiti e Del Corso, fanno parte come consiglieri i docenti universitari Stefano Bruni e Natale Gucci, il critico e storico dell'arte Tiziano Panconi e Maurizio Sbrana. Il complesso monumentale degli Uffizi cosiddetti della Corte, gravita sulla piazza Carrara, nel cuore della città storica e lungo l'importante direttrice turistica piazza del Duomo-lungarno. Si tratta dunque della riappropriazione di un'intera parte della città: dal museo Nazionale di Palazzo Reale, già Granducale, alla Chiesa Conventuale di San Nicola, già collegata al precedente da due cavalcavia, fino all'ex complesso monastico, attualmente palazzo Pellegrini, per giungere al Teatro Granducale, oggi Teatro Rossi, da cui era stato ugualmente progettato un collegamento con un altro cavalcavia. Tutto questo a fini museali, espositivi, di attività culturali polivalenti, per creare così un polo culturale di primissimo livello e di grandi spazi, in sinergia con quelli esistenti. E del probabile incentivo per la realizzazione e riqualificazione degli stessi, in particolare per l'asse museale del lungarno, su cui insistono già, tra gli altri, i musei nazionali di San Matteo e di palazzo Reale, il palazzo Blu, il museo della grafica di palazzo Lanfranchi e il costituendo museo della navigazione, presso gli Arsenali Medicei. Il progetto degli Uffizi Pisani, infine, ha il suo fulcro più suggestivo, nella possibilità di ricostruire l'antica passerella pedonale che collegava il Palazzo Reale alla Chiesa della Spina. Questo ponticello esisteva ed era usato dal Granduca per recarsi nei suoi territori di caccia. Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, il genio militare, vista la distruzione dei ponti pisani, ricostruì la passerella, proprio dove era prevista l'antico progetto.