Volumi e sculture nei cassetti. Domani in mostra al Medievale Ha laspetto di un comò dell800 ma è un museo. Ha un direttore, il curatore Massimo Marchetti, due piani espositivi e un deposito per le opere. Il Musée de lOHM nasce da unidea dellartista Chiara Pergola, classe '68, modenese di origine ma bolognese dadozione, e si presenta come opera darte esso stesso ma anche come contenitore per mostre e opere. La sua prima esposizione, la personale della stessa Pergola, apre domani alle 18 e fino all8 novembre resta visitabile allinterno del Museo Medievale (via Manzoni 4, dal martedì al venerdì dalle 9 alle 15, sabato e domenica dalle 10 alle 18.30) come prima tappa di un tour fra le istituzioni emiliano romagnole che lo porterà a trovare una collocazione definitiva in città, della quale lartista è ancora in cerca. «Il Musée de lOHM - spiega Chiara Pergola - è una vera e propria sede espositiva con tanto di depositi, collezione permanente e spazio per le mostre temporanee», paradossalmente un comò ha i requisiti che deve avere un museo e lartista ha attivato i contatti per chiederne liscrizione fra quelli civici. Il cassetto più basso ospita la secreta, che contiene oggetti che hanno avuto un ruolo fondamentale nella formazione della poetica di Chiara, come libri o lettere. Il secondo, negotium, presenta la collezione permanente che si formerà nel tempo con acquisizioni e donazioni come quella già avuta da parte dellartista Alessandra Andrini. Il piano superiore, infine, la pergula, è la sede delle temporanee ed è composta dal secretaire e da 4 piccoli cassetti. La mostra che inaugura domani espone nel primo cassetto un libro dartista dal titolo «I miei sogni sono tuoi», nel secondo un autoritratto inciso su vetro, nel terzo 40 sculture in cera e nellultimo una foto dal titolo «Visitor». Come tutte le opere di Pergola anche il Museo è un tentativo di scoprire i procedimenti che portano alla creazione e allidentificazione di un opera. Con il linguaggio dellarte Pergola ci racconta cosa è arte e come larte viene riconosciuta e accettata come tale, e il museo è il primo dei luoghi che sanciscono questo riconoscimento. Altro tema ricorrente è quello del rapporto fra pubblico e privato, «tutto il mio lavoro - dice - è un tentativo di rendere visibile la permeabilità dei confini individuali e di ampliare la nostra reciproca com-prensione», così «un mobile, cioè un oggetto che si trova allinterno di una casa e che ospita effetti personali, diventa il luogo pubblico per eccellenza, creando un corto circuito tra individuo e corpo sociale».